Mi è capitato di recente presso un cliente di dover virtualizzare (P2V) diversi server, tra cui alcuni Linux e quale strumento migliore di VMware Converter Standalone stesso (disponibile qui), giunto alla versione 5.1? (nel caso particolare non c’è vCenter)
Ho avuto qualche problemino, ma sempre dovute a settaggi diversi “dai default” e sono qui a condividere le soluzioni, se vi doveste trovare nelle stesse situazioni!
P2V CentOS 5/6, la vm in Kernel Panic!
Questa distro non è ufficialmente supportata, ma è tranquillamente virtualizzabile anche se probabilmente con i settaggi di default vi troverete questo errore al primo boot
* Mounting /dev/VolGroup00/LogVol00 on /sysroot
mount: mounting /dev/VolGroup00/LogVol00 on /sysroot failed: No such file or directory
mount: mounting /dev on /sysroot/dev failed: No such file or directory
* Switching / to /sysroot
switch_root: bad newroot /sysroot
Kernel panic – not syncing: Attempted to kill init!
Questo perchè durante la conversione il nostro volume logico si è perso per strada!
Ora, ci sarebbero anche modi artigianali che coinvolgono grub.conf e compagnia bella, ma rimaniamo in ambito VMware!
Durante la fase di configurazione del job, nella procedura guidata di Converter, su Data to copy page, passare alla visualizzazione avanzata, seleziona la destinazione, nella tabella con i dischi virtuali di destinazione selezionare quello in cui risiede la partizione di root e fare clic su “To Base” pulsante sotto la tabella, che si tramuterà in “To LVG”.
Questo attiverà la modalità 4.3 dove LVM non è mantenuto e root “/” verrà memorizzato in un volume di base, noterete che anche l’icona del vdmk cambierà.
Questo permetterà alla vm di avviarsi senza problemi!
Il job si arresta all’ 1%
L’errore è sicuramente subdolo, anche perchè di solito è accompagnato da “An error occurred”, decisamente laconico!
Questo di solito è causato da un problema di rete, o che la porta 902/tcp è chiusa dal firewall oppure si verifica se il computer di origine in fase di conversione non è in grado di risolvere il nome host del host ESX / ESXi, come può accadere se non si utilizza un server DNS configurato per il computer di origine.
Quindi o si usa l’ip del server nella configurazione di converter oppure esplicitare la coppia nome/ip nel file hosts della macchina di origine.
FAILED: Unable to obtain the IP address of the helper virtual machine
Per convertire un server fisico di server virtuale, la helper virtual machine ha bisogno di un ‘indirizzo IP del server che tenta di ottenere l’indirizzo tramite DHCP di default.
Questo problema si verifica se non ci sono server DHCP sulla rete del server fisico o se le porte utilizzate dal convertitore sono bloccati.
Quindi se nella vostra rete non è presente un server dhcp e quindi va configurato un indirizzo IP statico durante il processo di conversione.
Nella procedura guidata di conversione, scegliere di modificare le impostazioni di rete per immettere un indirizzo IP statico.
Buone conversioni!
Chi di voi è amministratore di sistema e si trova a gestire un server Exchange, sa quanto può essere gravoso il task di backup, ma in special modo quello per il ripristino.
Infatti tramite molti sistemi di backup è possibile effetturare un backup dell’intero db, ma non è possibile un ripristino granulare dei singoli elementi di posta, oppure tramite programmi che lo permettono è comunque necessario eseguire di tanto in tanto un backup completo del db per troncare i transaction log.
Questi aspetti possono inificiare il processo di ripristino o complicare notevolmente quello di backup.
Oggi voglio presentarvi Ontrack PowerControls, un prodotto molto valido che di per sè non è un sistema di backup, piuttosto un mezzo che permettere un ripristino efficace di Exchange, granulare, dove gli elementi di posta richiesti possono essere recuperati sotto forma di pst, reinseriti direttamente in un server Exchange di produzione.
Inoltre a semplificare il tutto, il prodotto Ontrack PowerControls può essere installato in un semplice pc, non necessita di configurazioni particolari e può recuperare mail usando come sorgente direttamente il file dabatase .edb di Exchange Server.
Nel mio ambiente di test ho usato Exchange 2010 su Windows Server 2008 R2, pertanto ho usato Windows Backup, quest crea i suoi achivi molto semplicemente, con l’accortezza però di usare il sistema VSS per creare un backup consistente di Exchange.
Nel caso volessimo recuperare una mail importantissima del CEO
ci basterà ripristinare in una qualsiasi posizione raggiungibile in rete o locale il file .edb ed i relativi log, aprire il file con Ontrack PowerControls e dalla sua console possiamo recuperare qualsiasi elemento di posta, messaggi, contatti o l’interna mailbox!
Tutto il processo di ripristino è molto semplice e guidato, nel mio caso il backup effettuato tramite Windows Backup è stato ripristinato in un una cartella di rete, cartella da cui tramite Ontrack PowerControls apriremo i file .edb ed i logs.
A questo punto posso creare un pst in cui copiare solo le email o elementi di posta che mi interessano, ripristinare l’intera mailbox ancora in un pst o addirittura collegarmi al server di produzione e ripristinare la singola mail cancellata.
Questa mia prova ha evidenziato alcuni aspetti sicuramente interessanti del prodotto:
E’ tutto molto semplice ed intuitivo, compreso lo wizard che ci guida passo dopo passo nell’esplorazione delle mailbox e nelle operazioni di ripristino
Ontrack PowerControls NON è un sistema di backup, infatti possiamo possiamo usare un QUALISIASI software per salvare il database di Exchange da cui recuperare il file .edb per il ripristino, anche Windows Backup funziona bene per lo scopo
Non è richiesto d’installare nulla nel server Exchange nè nella macchina usata per il recovery, nel mio caso è un semplice Windows XP con Office 2010
Inoltre sono presenti una notevole quantità di add-ons http://www.krollontrack.com/information-management/email-management-for-exchange/add-on-features/ che permettono di effettuare il ripristino direttamente da set di backup di programmi “famosi” quali ad esempio Symantec Backup Exec o CA ARCserve Backup, permettendo di rispariamare notevoli quantità di storage.
Sicuramente un prodotto molto interessante, inoltre è presente il supporto per SharePoint server, magari sarà oggetto di un futuro test!
Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito del produttore http://www.ontrackdatarecovery.it/power-controls
Chi di voi è amministratore di sistema e si trova a gestire un server Exchange, sa quanto può essere gravoso il task di backup, ma in special modo quello per il ripristino.
Infatti tramite molti sistemi di backup è possibile effetturare un backup dell’intero db, ma non è possibile un ripristino granulare dei singoli elementi di posta, oppure tramite programmi che lo permettono è comunque necessario eseguire di tanto in tanto un backup completo del db per troncare i transaction log.
Questi aspetti possono inficiare il processo di ripristino o complicare notevolmente quello di backup.
Oggi voglio presentarvi un prodotto molto valido che di per sè non è un sistema di backup, piuttosto un mezzo che permettere un ripristino efficace di Exchange, granulare, dove gli elementi di posta richiesti possono essere recuperati sotto forma di pst, reinseriti direttamente in un server Exchange di produzione.
Inoltre a semplificare il tutto, il prodotto Ontrack PowerControls può essere installato in un semplice pc, non necessita di configurazioni particolari e può recuperare mail usando come sorgente direttamente il file dabatase .edb di Exchange Server.
Nel mio ambiente di test ho usato Exchange 2010 su Windows Server 2008 R2, pertanto ho usato Windows Backup, quest crea i suoi achivi molto semplicemente, con l’accortezza però di usare il sistema VSS per creare un backup consistente di Exchange.
Nel caso volessimo recuperare una mail importantissima del CEO
ci basterà ripristinare in una qualsiasi posizione raggiungibile in rete o locale il file .edb ed i relativi log, aprire il file con Ontrack PowerControls e dalla sua console possiamo recuperare qualsiasi elemento di posta, messaggi, contatti o l’interna mailbox!
Tutto il processo di ripristino è molto semplice e guidato, nel mio caso il backup effettuato tramite Windows Backup è stato ripristinato in un una cartella di rete, cartella da cui tramite Ontrack PowerControls apriremo i file .edb ed i logs.
A questo punto posso creare un pst in cui copiare solo le email o elementi di posta che mi interessano, ripristinare l’intera mailbox ancora in un pst o addirittura collegarmi al server di produzione e ripristinare la singola mail cancellata.
Questa mia prova ha evidenziato alcuni aspetti sicuramente interessanti del prodotto:
Inoltre sono presenti una notevole quantità di add-ons http://www.krollontrack.com/
Sicuramente un prodotto molto interessante, inoltre è presente il supporto per SharePoint server, magari sarà oggetto di un futuro test!
Per maggiori informazioni vi rimandiamo al sito del produttore
http://www.
Da molti anni mi occupo di server IBM e sono stati i primi su cui ho usato VMware ESX.
Uno strumento utile di gestione è IMM (Integrated Management Module) che permette di controllare ogni aspetto del server, dal “banale” reset, spegnimento e avvio al controllo remoto (cKVM opzionale).
Normalmente, specie in server come lo x3200 M3, il modulo IMM “condivide” la connessione di rete sulla porta 1 e di default prende un ip via DHCP e se questo fallisce o non è presente l’ip di default è 192.168.70.125.
Ma può capitare che per qualsiasi ragione non sia raggiungibile nemmeno da questo indirizzo, come fare?
Installando un sistema operativo fisico è presente un tool chiamato ASU, che è disponibile anche in ESXi customizzato IBM, ma che fare se l’hypervisor è quello “semplice” di VMware?
Possiamo sfruttare IMM LAN over USB!
Ho avuto questa “intuizione” controllando che su vClient è sempre presente una scheda chiamata vusb0 pertanto mi sono detto, sicuramente è possibile collegarla ad una virtual machine!
Infatti tramite vClient è possibile collegare, a caldo, la periferica chiamata RNDIS/CDC ETHER è fornire i driver reperibili su FixCentral per il vostro server virtuale (può essere anche una vm XP).
Una volta collegato il dispositivo sarà presente una scheda di rete con un indirizzo (di solito) 169.254.95.120 ed all’indirizzo 169.254.95.118 troverete ad attendervi la webgui di IMM!
Ultimo consiglio, aggiornate sempre il firmware di IMM in quanto nelle ultime versioni è presente l’opzione di SMTP AUTH, utile per spedire gli avvisi tramite i servers che richiedono autenticazione.
Può succedere che installando una qualsiasi versione di Java JRE si ottenga l’errore “error 2753 regutils.dll” che farà fallire l’installazione stessa.
Ma la soluzione è molto semplice, sarà sufficiente cancellare la seguente chiave di registro
HKEY_CLASSES_ROOT\Installer\Products\4EA42A62D9304AC4784BF238120632FF
Una volta rimossa l’installazione di Java potrà procedere senza problemi
Può far comodo dover spedire in modo automatico dei log generati ad esempio dal fido robocopy o da qualche altro strumento di backup che non lo prevede di default.
Nelle ultime versioni di Windows è possibile impostare l’invio di email direttamente tramite le operazioni pianificate, però la funzionalità è molto limitata per il semplice fatto che non è supportato SMTP AUTH, quindi potrebbe funzionare nei rari casi in cui il server smtp del vostro provider non richiede autenticazione.
Ci sono molti software Open Source che lo fanno, uno in particolare mi è molto piaciuto, sia perchè esiste nella versione Windows e Linux ma anche perchè supporta TLS, quindi compatibile con account come Gmail.
Veniamo finalmente al programma Sendemail che permette appunto di inviare email tramite linea di comando, ovviamente il tutto è scriptabile e utilizzabile nelle operazioni pianificate, io personalmente lo uso per allegare dei log generati da scripts Robocopy ma ovviamente gli impieghi sono molteplici.
I parametri minimi da dare sono ovviamente l’indirizzo mittente, il destinatario, l’oggetto (se non lo specifichiamo lo chiederà in stdin bloccando di fatto lo script), ma possiamo passare appunto parametri come l’autenticazione utente, il percorso dell’allegato e così via.
In breve alcuni comandi
- -f EMAIL – L’indirizzo di posta elettronica mittente
- -s SERVER: PORT – Il server SMTP e la porta se diversa dallo standard
- -xu USERNAME – Il nome utente per autenticarsi con il server SMTP.
- -xp PASSWORD – La password per autenticarsi con il server SMTP.
- -o tls=yes – abilita la crittografia TLS. Può essere necessario per alcuni server SMTP.
- -t MAIL L’indirizzo di posta elettronica di destinazione. È possibile inviare una e-mail a più indirizzi, includendo uno spazio tra ogni indirizzo dopo l’opzione -t.
- -cc MAIL Gli indirizzi vorresti CC nella e-mail. È possibile specificare più indirizzi inserendo uno spazio tra ogni indirizzo e-mail, così come con l’opzione -t comando precedente.
- -bcc MAIL – La versione BCC dell’opzione CC di cui sopra.
- -u OGGETTO – L’oggetto della e-mail
- -m CORPO – Il testo del corpo del messaggio e-mail.
- -a allegato – Il percorso di un file che si desidera allegare. Questo è opzionale.
Sicuramente Sendemail è un’utility veramente completa!
Difficilmente in questo blog sono stati trattati temi extra-informatici nel passato, ma dato che tra pochi giorni saremmo chiamati a dare un voto, forse il più importante di questi ultimi decenni, ho deciso di fare uno strappo alla regola!
Non mi metterò certo a fare comizi o proferire preferenze per qualcuno, ma voglio solo portarvi a conoscenza di uno strumento, non trovo miglior parola per definirlo, che vi aiuterà a districarvi fra sigle e simboli!
Il sito in questione si chiama Voi Siete Qui – Elezioni Politiche 2013 che tramite una serie di temi su cui dovrete esprimere un giudizio dal molto favorevole all’estremamente coontrario creerà una sorta di infografica in cui voi sarete il centro stellare da cui come pianeti saranno posizionati i vari partiti politici, nell’ideale distanza tra loro e voi (il loro Sole!)
Questo sito è molto gradevole, leggero e soprattutto a capo del progetto c’è OpenPolis che per citare il loro claim <<Colleghiamo i dati per fare trasparenza, li distribuiamo per innescare partecipazione. Costruiamo strumenti liberi e gratuti per “aprire la politica”>>, in pratica l’Open Source applicato alla politica.
Non solo, sul sito potete approfondire i 25 temi proposti e cosa ne pensano le varie forze politiche, senza essere disturbati dalle becere polemiche della TV o dalle notizie faziose dei vari giornali, guidati da un determinato partito.
Iniziativa sicurmanete lodevole!
A molti il brand VIPRE dirà sicuramente poco, ma basta scrivere GFI e molti invece saranno quelli a conoscerlo!
Per molti anni il nostro antivirus preferito è stato Sophos, prodotto che tutt’ora reputo tra i migliori in commercio, con un supporto sia B2B che B2C eccezionale, ma dato il costo non proprio bassissimo, alcuni problemi “commerciali” e comunque la ricerca sempre di nuove e diverse soluzioni ci hanno portato a provare e poi proporre la soluzione VIPRE Business Premium.
Di cosa stiamo parlando?
Essenzialmente un suite di funzionalità (di cui la dicitura premium) che va oltre il semplice anvivirus
- Antivirus e antispyware
- Basso consumo di CPU e memoria
- Gestione patch
- Gestione di dispositivi mobili
- Protezione di computer Mac fissi e portatili
- Scansione dispositivi rimovibili
- Protezione e-mail e antiphishing
- Protezione con firewall
- Blocco siti web pericolosi
Che dire, c’è veramente tutto!
Sicuramente la prima cosa che si apprezza di VIPRE è la leggerezza, infatti è un antivirus veramente POCO invasivo per l’utente, addirittura possiamo decidere di “occultarlo” senza mostrare nulla, nemmeno l’icona sulla tray! (della serie sei protetto, non farti domande!
)
Tra i punti di forza è l’estrema leggerezza della console di gestione, niente a che vedere con l’immenso pachiderma di Sophos, quindi una volta scaricato l’eseguibile con pochi click si è operativi, viene richiesto d’inserire delle credenziali di dominio che saranno utilizzate per l’installazione gestita, comunque è possibile gestire anche dei pacchetti d’installazione per computer standalone.
Poi ci sono policy già “preconfigurate” che si adattano ad esempio a SBS 2003, 2008, 2011 e così via, ma una delle caratteristiche che ho maggiormente apprezzato è la gestione delle patch, infatti il sistema si occupa di controllare i software presenti nel pc, ad esempio Adobe Reader, Flash, Java e molti altri, effettua il check delle versioni e se è presente qualche criticità vi pone rimedio!
Sono presenti poi vari tipi di avvisi email, la cosa che mi ha “stupito” è che mi è bastato impostare l’indirizzo di destinazione e la mail è prontamente arrivata, infatti non ho impostato nessun server di posta in uscita, ci ha pensato direttamente VIPRE!
Seguiranno altri post sull’argomento, se ulteriormente positivi o negativi ce lo dirà il tempo (ed i clienti!!)
Può capitare che dopo un demote di un server di dominio “non proprio riuscito”, si ottega un errore sul Global Catalog
FsmoCheck error 1355
error 1355. A Global Catalog Server could not be located .
Warning: DcGetDcName(GC_SERVER_REQUIRED) call failed, error 1355
Ottenuto tramite il comando dcdiag
Allora, prima di tutto bisogna andare a fare PULITO sulla sezione Active Directory Sites and Services sopratutto dentro Default-First-Site perchè sembra che i server rimossi comunque restino in quella zona. (metadata cleanup)
Dopodiche, sempre in quella zona, bisogna fare click (proprietà) su NTDS Settings per dichiarare quale server dovrà fare a Global Catalog. (se già non lo è)
Fatto questo, bisogna procedere così (su quel server)
1. Fermare il servizio di File Replication Service
2. Andare con Registry Editor (Regedt32.exe).
3. Trovare per MODIFICARE la chiave BurFlags che dovrebbe essere qui :HKEY_LOCAL_MACHINE\SYSTEM\CurrentControlSet\Services\NtFrs\Parameters\Backup/Restore\Process at Startup
4. Su di lei, dare DWORD, dare Hex, e scrivere D4.
5. Uscire da Regedit
Riavviare tutta la baracca!
Finalmente ho potuto dedicare un pomeriggio alla mia creatura preferita, che mi accompagna da molti anni…ovviamente sto parlando del mio blog wordpress! ![]()
La cosa più importante è stata quella di bonificare il codice del sito da inutili e vecchi plugin, operazione che ha permesso d’incrementare la velocità di caricamento facendo risparmiare almeno 5 o 6 secondi, eliminando inoltre un sacco di errori 404!
Dopo questo si è reso necessario eliminare tutti gli utenti dormienti, ho considerato “da cancellare” tutti quegli utenti che non avevano mai effettuato un commento e per questo task ho usato questo il plugin Inactive User Deleter che mi ha fatto salutare (senza rimpianti) 1502 “utenti”.
Ma il plugin più utile è Wordfence Security per proteggere il blog da attacchi quali ip spoofing, malware, backdoors e molte altre utili funzionalità tra cui monitorare il traffico in real-time.
Finito? Assolutamente no!
Dato il sempre più crescente numero di dispositivi mobile, rendere il blog disponibile ed ottimizzato anche per queste piattaforme era comunque una necessità non più rimandabile!
Riscrivere tutto in HTML5/CSS3 sarebbe stata sicuramente una strada, ma sicuramente molto dispendiosa in termini di tempo, pertanto mi sono avvalso di un ottimo e geniale plugin, WPtouch, che svolge perfettamente il suo compito!
Direi che come ristrutturazione non è male!
Mi stavo facendo un giretto domenicale nei vari social networks, quando trovo uno strano messaggio su Linkedin:
linux: traceroute -m 80 216.81.59.173 oppure su windows: tracert -h 80 216.81.59.173
Bhe non avrei mai pensato di ritrovarmi davanti alla trama di Star Wars Episode IV: A New Hope!!
Come molti di voi sapranno, da bravi cultori, Episode IV in realtà è il primo film della saga di Guerre Stellari, uscito nel 1977 che ha preso questo nuovo sottotitolo dopo l’uscita della nuova trilogia prequel.
Notizia di pochi giorni fa è che George Lucas ha venduto tutti i diritti di Star Wars a Disney (ovviamente tutta la Lucas Film, che comprende anche il brand di Indiana Jones) che porterà alla realizzazione dei nuovi Episode VII, VIII e IX, anche se in realtà pare che nell’idea originale di Lucas fossero presenti ben 12 capitoli.
Comunque ecco qua di seguito il risultato del traceroute!
[...]
10 223 ms 214 ms 246 ms episode.iv [206.214.251.1]
11 217 ms 205 ms 227 ms a.new.hope [206.214.251.6]
12 218 ms 258 ms 302 ms it.is.a.period.of.civil.war [206.214.251.9]
13 1470 ms 317 ms 448 ms rebel.spaceships [206.214.251.14]
14 331 ms 332 ms 214 ms striking.from.a.hidden.base [206.214.251.17]
15 198 ms 202 ms 198 ms have.won.their.first.victory [206.214.251.22]
16 209 ms 231 ms 221 ms against.the.evil.galactic.empire [206.214.251.25
]
17 209 ms 208 ms 219 ms during.the.battle [206.214.251.30]
18 230 ms 225 ms 216 ms rebel.spies.managed [206.214.251.33]
19 199 ms 219 ms 196 ms to.steal.secret.plans [206.214.251.38]
20 209 ms 219 ms 226 ms to.the.empires.ultimate.weapon [206.214.251.41]21 226 ms 205 ms 237 ms the.death.star [206.214.251.46]
22 235 ms 201 ms 339 ms an.armored.space.station [206.214.251.49]
23 * 413 ms 462 ms with.enough.power.to [206.214.251.54]
24 234 ms 218 ms 260 ms destroy.an.entire.planet [206.214.251.57]
25 221 ms 192 ms 211 ms pursued.by.the.empires [206.214.251.62]
26 202 ms 222 ms 213 ms sinister.agents [206.214.251.65]
27 236 ms 205 ms 208 ms princess.leia.races.home [206.214.251.70]
28 237 ms 207 ms 240 ms aboard.her.starship [206.214.251.73]
29 213 ms 238 ms 218 ms custodian.of.the.stolen.plans [206.214.251.78]
30 228 ms 209 ms 191 ms that.can.save.her [206.214.251.81]
31 219 ms 226 ms 207 ms people.and.restore [206.214.251.86]
32 240 ms 223 ms 223 ms freedom.to.the.galaxy [206.214.251.89]
33 225 ms 208 ms 204 ms 0——————-0 [206.214.251.94]
34 414 ms 341 ms 189 ms 0——————0 [206.214.251.97]
35 * 249 ms 351 ms 0—————–0 [206.214.251.102]
36 322 ms 278 ms 254 ms 0—————-0 [206.214.251.105]
37 241 ms 198 ms 205 ms 0—————0 [206.214.251.110]
38 214 ms 200 ms 206 ms 0————–0 [206.214.251.113]
39 198 ms 193 ms 214 ms 0————-0 [206.214.251.118]
40 224 ms * 201 ms 0————0 [206.214.251.121]
41 232 ms 241 ms 239 ms 0———–0 [206.214.251.126]
42 234 ms 210 ms 215 ms 0———-0 [206.214.251.129]
43 207 ms 207 ms 259 ms 0———0 [206.214.251.134]
44 266 ms 349 ms 431 ms 0——–0 [206.214.251.137]
45 406 ms 521 ms 297 ms 0——-0 [206.214.251.142]
46 297 ms 289 ms 273 ms 0——0 [206.214.251.145]
47 307 ms 271 ms 211 ms 0—–0 [206.214.251.150]
48 240 ms 199 ms 204 ms 0—-0 [206.214.251.153]
49 215 ms 207 ms 222 ms 0—0 [206.214.251.158]
50 208 ms 198 ms 221 ms 0–0 [206.214.251.161]
51 210 ms 265 ms 209 ms 0-0 [206.214.251.166]
52 222 ms 212 ms 234 ms 00 [206.214.251.169]
53 209 ms 335 ms 205 ms i [206.214.251.174]
54 620 ms 256 ms 230 ms by.ryan.werber [206.214.251.177]
55 * 240 ms 203 ms when.ccies.get.bored [206.214.251.182]
56 221 ms 274 ms 269 ms read.more.at.beaglenetworks.net [206.214.251.185
]
57 249 ms 211 ms 260 ms fin [216.81.59.173]
E’ proprio vero, come scritto nella citazione finale, che la noia fa fare grandi cose!

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