



Breve post per riportare un bug in Trustix 3.0.5 beta 2, già conosciuto da qualche giorno dal team di sviluppo, ma che ho riscontrato stamane anche io, per una installazione.
Se in fase di installazione volete creare dei volumi RAID bootabili, Anaconda, o meglio, Disk Druid, non vi farà andare avanti, dicendovi che non è possibile bootare da volumi raid!
Questo è dovuto ad un bug introdotto nella beta 2 della iso di Trustix 3.0.5, infatti il problema non è presente nella beta 1.
Il bug è già stato risolto è sarà fixato nella prossima beta 3 di Trustix 3.0.5.
Il workaround attuale è semplicemente di installare il sistema dalla iso beta 1 (se avete ovviamente necessità del raid) e poi aggiornare il sistema con il classico swup –upgrade




Gli animali in questione sono i vari spyware, worms e virus che popolano sempre più spesso i pc dei poveri utenti.
Dai miei clienti devo fare spesso delle “bonifiche” e scovare queste scomode presenze, ma fortunatamente esiste un mix di programmi che ne facilitano l’eliminazione!
Infatti raramente ci sarà necessità di formattare la macchina, a me non è mai capitato, infatti come questi “oggetti” si installano possono essere rimossi, solo ci vuole tempo e “fiuto” per farlo.
Innanzittutto l’ideale sarebbe avere un firewall (Linux o no), impendendo l’uscita su internet al pc infetto (o altrimenti togliete il cavo di rete!!).
NOTA 1: Nei firewall sarebbe buona norma permettere il collegamento alla porta 25/tcp solo verso il server di posta del VOSTRO provider, e negarlo verso qualsiasi altra destinazione.
Infatti gran parte dei worms si replicano per posta, o inviano spam, hanno un server di posta interno che usano per collegarsi direttamente con gli altri server smtp.
In questo modo il worm non può spammare e/o replicarsi, ma soprattutto la vostra banda internet non sarà saturata!
I tools base per eliminare questi fastidi sono due, Hijackthis e KillBox, il primo permette di vedere tutto quello che c’è in avvio di Windows (sul registro) e di eliminare questi voci…
OCCHIO che il programma NON controlla nulla in automatico, dovete essere voi, a mano, a trovare le voci sospette ed eliminarle, quindi non è un programma da tutti!
Però potete salvare il log e farlo analizzare online su questo sito www.hijackthis.de, che vi farà un report sulle voci del vostro registro, mostrando a video se un file è sicuro o sospetto.
Potete inoltre fare l’upload dei file sospetti, che saranno analizzati da tre antivirus diversi!
Inoltre una volta eliminati questi elementi dal registro, andranno eliminati fisicamente anche dal disco fisso, cosa che spesso non è possibile fare a mano.
KillBox permette di “marcare” un file per la cancellazione al riavvio successivo se non fosse possibile farlo nella sessione corrente, e per quando riguarda le dll è possibile un-registrale e cancellarle.
In definitiva qualsiasi minaccia, una volta scovata può essere sdradicata!
Inoltre sta formandosi anche su Windows un fenomeno finora ad appannaggio del mondo Linux, ovvero i rootkit, programmi che si nascondono in un sistema e permettono di “accedervi” da remoto senza lasciar traccia dei cracker (o quasi ![]()
Per eliminare i rootkits, Sophos, ha rilasciato questo tools gratuito.
Inoltre su Google basterà scrivere “online antivirus scan” per la possibilità di controllare il vostro sistema senza installare niente sul pc.
Buona caccia!!!




Sei un professionista? Siete una piccola/media azienda che necessita di risolvere dei problemi o provare nuove soluzioni per la vostra struttura IT?
Provate a dare uno sguardo a questo link!




Ebbene si, adesso tutti (o quasi!) possono avere un datacenter a casa, comodamente a domicilio e senza impegno!!
Housato questo esordio da tele-imbonitore per presentare una notizia molto carina ed interessante, la quale mostra che l’informatica riesce ancora a produrre idee veramente innovative e rivoluzionarie.
Sto parlando di Blackbox, un progetto di Sun Microsystems.
In pratica si tratta di un container, completamente trasportabile, che contiene un vero e proprio data center, indipendente e funzionale, basta disporre di una “presa di corrente” ed di tubazioni per acqua fredda/calda, utilizzati dal sistema di raffreddamento.
La capacità di calcolo è spaventosa, 1.5 petabytes di capacità di storage, 7 terabytes di memoria, la possibilità di gestire fino a 20.000 desktops.
Il mostro è formato da 250 Sun Fire T1000, 2000 cores con la capacità di 8000 threads contemporanei.
Le applicazioni (per chi se lo potrà permettere) sono molteplici, da installazioni rapide di datacenter per compagnie petrolifere in loco, ad allestire datacenter in luoghi impervi e/o militarizzati etc..etc..
Ah dimenticavo il look, come sempre le “opere” di Sun sono bellissime!! Un bel nero con un fantastico verde per le scritte, ecco alcune suggestive foto di possibili scenari di utilizzo(guardate l’ultima in fondo alla pagina, non notate niente di strano?? ![]()
Ovviamente il sistema operativo è Solaris, ma come qualche malizioso ha già detto in altri blog, forse Windows Vista ci girerebbe a malapena ![]()
E magari qualche smanettone (facoltoso), se non la Sun stessa, ci proverà sopra anche Linux, il quale non a caso è già stato testato su UltraSparc T1 (Niagara), giusto appunto sui Sun Fire T1000 che compongono Blackbox.
Ecco un filmato di presentazione fatta da SunTV presente su YouTube.




Oggi installando un piccolo pbx Trixbox ho fatto caso ad un piccolo accorgimento a cui non avevo mai fatto caso. (nel caso abbiate come nel mio caso una scheda Digium TDM400)
Una volta installato ed aggiornato magari noterete che al boot avrete un problema, ovvero non viene trovato il modulo wcfxs..bene è normale!
Questo è un refuso, quel modulo non esiste più e il suo compito è assolto dal wctdm!
Con genzaptel avrete generato automaticamente i file zaptel.conf e zapata-auto.conf..a questo punto inserendo un telefono in una porta FXS sentirete il classico TUUUUUUU dei centralini….
Ma provate a cambiare loadzone=us con loadzone=it… adesso sentirete il familiare TU TU..TU TU…!




E’ sicuramente una delle parole più in auge adesso nel campo dell’informatica, ovvero virtualizzazione!
Questo vuol dire tutto e niente, infatti essenzialmente ci sono due tipi di virtualizzazione, quella propriamente detta e la para-virtualizazione
Alla prima categoria appartiene un famossissimo software, della omonima casa, VMware.
Con questo programma è possibile avere più sistemi operativi sullo stesso computer, ma funzionanti contemporaneamente e indipendenti l’uno dall’altro!
Ma c’è di più, questi sistemi possono interagire tra di loro sfruttando la rete locale (con ip reali) o formare tra di loro una rete a parte, uscire attraverso NAT su quella reale e così via.
Addirittura possiamo virtualizzare anche veri e propri switch..
Le applicazioni delle VM sono infiniti, dal consolidamento dei server, alla creazione di ambienti test senza intaccare sistemi in produzione o semplicemente far “girare” su una macchina host più OS, anche diversi tra loro come Windows, Linux, Solaris, FreeBSD, DOS semplicemente per diletto.
Dal sito è possibile scaricare un player per far girare macchine virtuali già pronte, ovvero realizzate da altri oppure crearle voi, ma per fare questo esistono due prodotti, per le cui caratteristiche vi riamando al sito.
I programmi sono VMware Workstation (a pagamento) e VMware Server (gratis), anche se questo ultimo prodotto è adatto per uso professionale in una LAN, specialmente per il consolidamento di server.
Esiste poi una suite a pagamento per i datacenter, ovvero VMware Infrastructure, che ha come solida base VMware ESX Server; a differenza degli altri prodotti questo non ha bisogno di un OS host, ovvero è l’unico layer che frappone l’hardware e i sistemi guest.
Esistono molti altri prodotti simili, tra cui Virtual PC e Virtual Server R2 di Microsoft, ma non arrivano ai livelli di VMware.
Per quanto riguarda la paravirtualizzazione il programma di rifierimento è XEN.
La cosa veramente interessante è che è possibile praticare il V2P e P2V, ovvero virtualizzare una macchina fisica (ad esempio “salvare” un vecchio server da morte certa) o “fisicare” una macchina virtuale, una volta che magari ha superato vari test ![]()
Io ad esempio mi sono virtualizzato il mio vecchio portatile, che adesso “gira” tranquillo sul mio pc di casa!!


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