



Con la nuova versione 1.4, è stata rilasciata anche una nuovissima GUI html, praticamente un’applicazione AJAX che ha come basi il nuovo supporto al manager via http ed il micro server http integrato in Asterisk!
Come implementare questa GUI? (che NON funziona con Internet Explorer per ora, solo Firefox e Opera).
Ovviamente installate prima Astersik 1.4 poi scaricate via svn la GUI
svn checkout http://svn.digium.com/svn/asterisk-gui/trunk asterisk-gui
Fatto ciò dovremmo “compilarla”
cd asterisk-gui/
make
make install
make samples
Poi sarà necessario aver uno user valido in manager.conf, ad esempio
[admin]secret = testread = system,call,log,verbose,command,agent,user,configwrite = system,call,log,verbose,command,agent,user,config
Ed inoltre sempre in manager.conf
enabled = yes
webenabled = yes
Adesso dovremmo abilitare il nostro piccolo server web, editando il nuovo file http.conf
; Asterisk Builtin mini-HTTP server
;
;
[general]
enabled=yes
enablestatic=yes
bindaddr=0.0.0.0
bindport=8088
prefix=asterisk
Poi eseguite make checkconfig per controllare che la vostra configurazione sia apposto..tutto ok??;-)
Allora mettete questo URL nel vostro browser (IP è ovviamente l’indirizzo del vostro server Asterisk)
http://IP:8088/asterisk/static/config/cfgbasic.html
Se siete stati bravi si avvierà l’interfaccia, e se il vostro Asterisk è una fresh installation, avete la possibilità di eseguire uno wizard per la configurazione del PBX!!!
Che il tempo di Trixbox sia finito???




Bhe fatto poco fa su un server che usiamo come test..banale!!!
Non so se sono stato fortunato, ma tutto è andato bene al 100% (la compilazione) ed il funzionamento generale sembra ok, vi saprò dire di più dopo qualche prova.
Il sistema gira su una Debian 3.1 e questi i passi per l’aggiornamento (generale, per tutti gli upgrade asterisk).
Salvate la directory /etc/asterisk, non si sa mai ![]()
Poi una volta scompattati i sorgenti questa la procedura
./configure (non era presente nel branch 1.2)
make
make install
e basta, non fate make samples!!!!
A questo punto uccidete il vecchio asterisk e riavviate il demone…
Tadan! dovrete ottenere un output simile!
astsrv:~# asterisk -r
Asterisk 1.4.0, Copyright (C) 1999 – 2006 Digium, Inc. and others.
Created by Mark Spencer <markster@digium.com>
Asterisk comes with ABSOLUTELY NO WARRANTY; type ‘core show warranty’ for details.
This is free software, with components licensed under the GNU General Public
License version 2 and other licenses; you are welcome to redistribute it under
certain conditions. Type ‘core show license’ for details.
Connected to Asterisk 1.4.0 currently running on astsrv (pid = 23294)
Una novità è il comando core che racchiude tutti i comandi “generalisti”, ovvero set, show e clear.
A presto con altre news!!!




E’ disponibile la versione definitiva della nuova serie Asterisk, la 1.4!!
Inoltre hanno profondamente rivoluzionato anche il look del sito www.asterisk.org, inoltre sono portati alla versione 1.4.0 pure zaptel, libpri ed addons.
Ci sono un sacco di novità presenti in questa release, ma per quelle vi rimando al sito ufficiale, però una cosa molto interessante che vi anticipo, è il supporto nativo al nuovo codec video H.264, che nella serie 1.2 era possibile usarlo solo con un hack del codice (semplice comunque).
Finalmente è possibile fare video chiamate ad “alta definizione” con telefoni tipo il Grandstream GXV3000.
In ogni caso non ne consiglio l’uso in sistemi di produzione, per ora, magari ci sarà da aspettare 5 o 6 rilasci!!




A tutti i (sempre più numerosi) visitatori del mio piccolo blog!!
Saluti anche da Tux, qui sotto!!
Auguri!!





Proprio oggi è uscita la beta 3 di Trustix 3.0.5 che porta queste migliorie
- Kernel 2.6.19.1.
– MySQL 4.1.22.
– Postfix 2.2.11.
– Multiple security fixes.
– Major upgrades to some critical packages.
– Added support for xfs, reiserfs and jfs.
– Enabled keyboard selection screen.
– Fixed partition table sync issue during installation
Un fatto molto importante, (che ho provato sulla mia pelle!!) è che dovrebbero aver risolto il bug che non permetteva (Beta 2, nella Beta 1 nessun problema) di creare un volume raid 1 in fase di installazione (la cosa più grave del mondo).
Leggendo sul forum ufficiale, era riportato che questo bug era stato già risolto e sarebbe stato implementato nella successiva beta.
Appena tornerò al lavoro (nel 2007!!!Ci vogliono un pò di ferie!!!) la proverò!
Sito ufficiale Trustix e mirros (anche se ci sarà da aspettare qualche giorno per avere le iso distribuite)




Uno dei principali usi del nostro amato GNU/Linux è sicuramente quello del firewall.
Potente, economico, versatile e facile da configurare…bhe non sempre!!!
Rispetto ad ipchains, il vecchio firewall che stava nei kenrnel 2.0, Iptables/Netfilter ha reso la sintassi meno contorta, ma per creare regole elaborate può essere sempre una pratica ostica.
Inoltre le appliances firewall commerciali più conosciute, permettono di considerare il traffico entrante ed uscente non in schede di rete, ma in visione più ampia, in zone.
Ogni zona può “gestire” anche più schede di rete, e le interazioni tra zone saranno governate da policy di default che potranno essere “superate” da regole specifiche, ma andiamo con calma!!
Il files fondamentali che troverete in /etc/shorewall sono i seguenti
Ovviamente i nomi sono esplicativi, definizione delle zone, delle interfacce per ogni zona, delle policy di default tra zone e le specifiche regole.
Adesso vi riporterò una configurazione tipica con due schede di rete, con regole che bloccano il traffico di ingresso se non verso determinati ip, blocco totale del traffico in uscita (nattato) escluso determinate porte ed inoltre dei redirect per l’interazione con Dansguardian/Squid e p3scan, ovviamente il nome delle zone sono indicativi
/etc/shorewall/zones
#ZONE TYPE OPTIONS IN OUT
# OPTIONS OPTIONS
fw firewall
verde ipv4
rossa ipv4
#LAST LINE – ADD YOUR ENTRIES ABOVE THIS ONE – DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/interfaces
#ZONE INTERFACE BROADCAST OPTIONS
verde eth0
rossa eth1 - routeback
#LAST LINE — ADD YOUR ENTRIES BEFORE THIS ONE — DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/policy
#SOURCE DEST POLICY LOG LIMIT:BURST
# LEVEL
rossa fw DROP
rossa verde DROP
verde fw ACCEPT
verde rossa DROP
fw verde ACCEPT
fw rossa ACCEPT
#LAST LINE — DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/rules
#ACTION SOURCE DEST PROTO DEST SOURCE ORIGINAL RATE USER/
# PORT(S) PORT(S) DEST LIMIT GROUP
#SECTION ESTABLISHED
#SECTION RELATED
SECTION NEW
LOG:info verde fw tcp 22
LOG:info verde fw tcp 10000
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 22
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 10000
DNAT rossa:XX.XX.XX.XX verde:192.168.0.113 tcp 3389
REDIRECT verde 8110 tcp 110
REDIRECT verde 8080 tcp 80
ACCEPT verde rossa tcp 13,17,21,22,23,25,43,53,80,81,110,113,119,143,443
ACCEPT verde rossa tcp 465,993,995,1352,1755,1863,2003,2345,3389,4711
ACCEPT verde rossa tcp 2082,2401,4800,4899,5190,5900,7070,8080,8081,8443,8827,8775,10000
ACCEPT verde rossa tcp 50022,50080
ACCEPT verde rossa tcp 6665:6669
ACCEPT verde rossa tcp 1001:1010
ACCEPT verde rossa tcp 65120:65122
ACCEPT verde rossa tcp 60000:60010
ACCEPT verde rossa tcp 31443
ACCEPT verde rossa udp 37,53,123,3052,4569
Due breve righe su casi particolari (messi per esempio)
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 22 (accetta collegamenti ssh da un determinato ip)
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 10000 (accetta collegamenti sulla porta webmin)
DNAT rossa:XX.XX.XX.XX verde:192.168.0.113 tcp 3389 (port forwarding su un server windows 2003 interno. sempre solo da un determinato ip esterno)
REDIRECT verde 8110 tcp 110 (per il check del traffico da parte di p3scan)
REDIRECT verde 8080 tcp 80 (per il controllo dei contenuti da parte di Dansguardian)
Questa serie di regole dovrebbero permettervi una navigazione tranquilla degli utenti, ma anche una certa sicurezza (ad esempio impedire il peer to peer)
Maggiori info sulla sintassi le trovate nella documentazione ufficiale.
Inoltre le distro più adatte per questo uso, IMHO sono Debian e Trustix.
A presto con nuovi articoli sul tema!
Ah dimenticavo, un ottimo frontend per Shorewall è l’onnipresente Webmin!




Quanti di voi hanno mai amministrato un dominio NT 4? Credo che a chi fa questo mestiere (il sistemista) da almeno qualche anno, gli sia capitato almeno una volta.
Questi domini non hanno niente di speciale, nessun criterio di gruppo, nessun roaming profile, ne tantomeno foreste! (non di alberi
)
Però è pur sempre un dominio, con client Windows 2000 e/o XP (il 98 oramai si spera sia morto e sepolto, amen).
Ad ogni utente è associato un SID univoco ed irricreabile, ed a questo SID sono associati i permessi per l’accesso a files e cartelle, criteri di protezione vari, ma soprattutto i fantomatici profili utente!!! (documenti, stampanti, personalizzazioni del desktop e chi più ne ha più ne metta!).
Troppe volte qualche sistemista (masochista) ha pensato che per passare da NT4 a 2003, ovviamente dismettendo il vecchio server, il metodo unico fosse quello di creare un dominio nuovo, nuove regole e poi di copiare (a manina!) tutti i profili dai vecchi account a quelli nuovi.
Bhe questo è impensabile per un dominio provvisto di più di un client! ![]()
Come fare quindi?
Vi proporrò una soluzione, che molti di voi già conosceranno, ma che semplifica molto la vita del sistemista, anche perchè c’è ZERO impatto sui client…ebbene si! se siete bravi gli utenti nemmeno si accorgeranno della vostra presenza!
Ho recentemente usato questa soluzione presso un comune con circa una 30ina di client e per ora funziona (/SET scongiuri mode ON).
Cosa occore?
Cosa ci fate con MS Virtual Server? Semplice…una nuovo installazione di NT!
Il concetto in soldoni sarà questo
Se siete stati bravi (ed io ho scritto tutto correttamente), avrete il vostro dominio migrato!




Un bel bombolone!! ![]()
Apparte le povere schiene stroncate dal peso di questa macchina, devo dire che l’accoppiata Linux (in questo caso Centos SSE) e xSeries di IBM è quantomeno ottima; l’installazione è divenuta pressochè banale (e questo purtroppo non è necessariamente un bene, dato che ci sono troppi sistemisti che non cercano di andare oltre, quando serve, alla “facilità d’installazione”)
Come molti di voi sapranno, CentOS è una RedHat Enterprise Server 4 senza il supporto commerciale, ma perfettamente compatibile a livello di binari con quest’ultima, in quanto permette l’uso di applicativi “studiati” per RHEL, quali Oracle, WebSphere e così via..
L’installazione odierna è stata più o meno questa (in pochi passi)
Tutto qua, server completo di Apache, DNS, Postix etc..etc.. pronto ad essere (ovviamente e per forza!!!!!!) customizzato.
La mia era solo un’installazione di test per “scaldare la macchina”, il cliente (il dipartimento di ingegneria di una Università) ci installerà una Debian Sarge, ma più o meno le difficoltà saranno poco superiori (a patto di usare il kernel 2.6!!Sennò vedranno solo un giga! vedi qua)
Che dire, IBM ama Linux!!




Ho visto che alcune persone arrivano nel mio blog ricercando come configurare una adsl su un router Cisco…niente di più semplice!!
Essenzialmente i router della Cisco si configurano tutti nello stesso modo, sempre IOS c’è come sistema operativo, le uniche varianti possono essere nella gestione delle ethernet, in alcuni router dove sono presenti 4 porte ethernet, di solito sono configurate come switch, in quel caso avremo VLAN 1 come interfaccia, invece della classica Ethernet0.
NON usate l’interfaccia web, ma usate inzialmente il classico cavo seriale e connettetevi.
Qui parlo di classiche adsl PPPoA, non RFC1483 routed, dove ovviamente non c’è bisogno dell’interfaccia Dialer
Una volta connessi assegnate un ip della vostra classe all’interfaccia adatta e attivatela con no shutdown
interface Ethernet0
ip address 192.168.1.1 255.255.255.0
ip nat inside
ip route-cache flow
no ip mroute-cache
no cdp enable
hold-queue 100 out
importante è ip nat inside, che come suggerisce il nome stesso, abilita il nat dall’interno della lan verso l’esterno.
interface ATM0
no ip address
ip route-cache flow
no ip mroute-cache
no atm ilmi-keepalive
pvc 8/35
encapsulation aal5snap
protocol ppp dialer
dialer pool-member 1
dsl operating-mode auto
hold-queue 224 ininterface Dialer0
ip address negotiated
ip mtu 1492
ip nat outside
encapsulation ppp
ip route-cache flow
dialer pool 1
dialer-group 1
ppp pap sent-username XXXXXXXXXXXX password 0 XXXXXXXXXXXXXXXXX
Mentre qui è da notare ovviamente ip nat outside
ip nat inside source list 101 interface Dialer0 overload
Questo praticamente permette il masquerading.
Ora c’è da fare solamente l’access list 101, ovvero la lista degli ip che “usufruiranno” del nat.
access-list 101 permit ip 192.168.1.0 0.0.0.255 any
dialer-list 1 protocol ip permit
Infine impostare le regole di routing (banali)
ip classless
ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 Dialer0
Io ho omesso di scriverlo, ma ogni interfaccia dovrà essere attivata! con no shutdown
A questo punto, se non ho omesso parametri fondamentali (vado sempre a memoria!!
) il router dovrebbe permettervi di navigare, in tal caso salvate la cofigurazione con wr me (abbreviazione di write memory)




I toni dtmf sono molto importanti nella telefonia, sia classica che ip, basti pensare che sono indispensabili per i menù dei vari IVR (che personalemente odio
)
Nella stragrande maggioranza dei telefoni IP, per impostazione predefinita abbiamo toni dtmf in-band (oppure in-audio), ma questa modalità può dar problemi con la voicemail.
Inoltre questa modalità funziona se c’è abilitato il codec ulaw (o alaw), altrimenti la compressione potrebbe “danneggiare” il tono distorcendolo.
Per funzionare con le voicemail i toni dovranno essere rfc2833 o SIP info.
Altresì potete impostare auto, così facendo Asterisk se un dispositivo non sarà in grado di gestire un tono rfc2833, sarà usato inband.
Dimenticavo, dtmfmode= auto, rfc2833 o inband in sip.conf o iax.conf o in ogni singola estensione.


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