



Sto scrivendo questo post dal paesino dove ho abitato fino alla fine del 2005, una piccola comunità alle pendici del Monte Amiata (grossetano).
Qui c’è in programma, ora slittato al dicembre 2008, di portare l’adsl, in certi posti massimo a 640k in quanto troppo distanti dalla centrale.
Però finalmente un progetto chiamato “Amiata Wireless” (su Google trovate molte fonti), permette di unire in rete i comuni facenti parte di questa zona amiatina, tutti con tecnologia HyperLan2 (5Ghz).
Finalmente anche nella sede della nostra proloco (di cui sono stato anche segretario!!) hanno installato un’antenna (prima era solamente nella sede del comune) dove in futuro daremo accesso ai pc per la navigazione.
Io vorrei se fosse possibile estendere la capacità wireless sui 2,4Ghz, con un antenna omnidirezionale per permettere la navigazione senza filo nell’area immediatamente circostante alla sede della proloco (che poi è tutto il paesino!
).
Come prestazioni devo dire che non sono affatto male, neppure la latenza verso Internet (i siti italiani di media è 40 ms).
Non conosco le specifiche dell’antenna, mentre l’apparato è un MikroTik RouterOS, credo una scelta obbligata in questo campo!
Il nostro è un comune sicuramente non florido, però questa connessione dimostra che con un pò di volontà, non è poi così impossibile e costoso togliere dal terzo mondo informatico anche i piccoli centri, e con spese tutto sommato esigue.




Ho appreso grazie al forum www.sysadmin.it una cosa molto interessante, ovvero com’è possibile accedere a share SMB anche con alias CNAME.
Questo può essere molto utile nel caso si vogliano avere ad esempio fileserver di emergenza, o semplicemente come nel mio caso dismettere un fileserver e allo stesso tempo mantenere il suo nome in modo che tutti i client non debbano essere rimappati su un nuovo nome (se sono tanti è un bel problema!) associato al nuovo server.
Basterà quindi associare nel DNS un CNAME il cui valore sarà il nome del vecchio server, e la destinazione lo FQDN del nuovo server. (questo ovviamente a patto che il DNS server dei client sia ovviamente il nuovo server, o quanto meno l’ip del vecchio server sia aggiunto sul nuovo).
Per essere sicuri che questo funzioni, editare con regedt32.exe la chiave
HKEY_LOCAL_MACHINE\System\CurrentControlSet\Services\LanmanServer\Parameters
ed aggiungere il valore
Nome valore: DisableStrictNameChecking
Tipo dati: REG_DWORD
Base: Decimale
Valore: 1
Fatto questo riavviate il server e se tutto è ok adesso potrete accedere da tutti i client al server con il nome del vecchio! (a patto che lo abbiate eliminato (l’entry A) dal DNS server prima di aggiungere il CNAME, e se non funziona inizialmente tentate un ipconfig /flushdns per cancellare la cache.




Qualche giorno fa ho parlato del firmware 1.59 per il Thomson ST2030, che serviva per risolvere il problema presente con vari pannelli operatore.
Il problema è che con questo firmware la qualità audio è scadente, ho riscontrato lo stesso problema su ben 4 telefoni, quindi dipederà sicuramente da quello!
La Thomson purtroppo è molto lenta ad rilasciare nuovi firmware, quindi non ci resta che aspettare e sperare in bene!




Il titolo del post riassume quello che voglio fare, ovvero un sistema fault tollerance che prevede la sincronizzazione dei dati utente e di sistema (quindi voicemail, db di freepbx e altro) tra i due sistemi, HA con HeartBeat e monitor con MON, in quanto può capitare che qualche servizio vada giu indipendentemente dalla connessione o guasto hardware (ad esempio un crash di mysql).
Se avete suggerimenti, opinioni o direttamente una soluzione da pubblicare, sarò felice di ospitarvi qui e su www.ilmiovoip.com, io intanto comincerò a lavorare un pò sulla soluzione (attualmente la parte trixbox+heartbeat è già operativa, a breve la parte MON).
Quello che più mi interessa attualmente è conoscere la struttura delle directory che servono a Trixbox per configurare drbdlinks.conf, è un lavoro duro e per ora ho partorito questo
/var/account
/var/ftp
/var/nwebmail
/var/spool/asterisk
/var/spool/clientmqueue
/var/spool/mqueue
/var/spool/vbox
/var/trixbox_load
/var/www
/var/lib/asterisk
/var/lib/ircd
/var/lib/mysql
/var/lib/php
/etc/asterisk
/etc/httpd
/etc/ircd
/etc/mail
/etc/php.d
/etc/vsftpd
/usr/lib/httpd
/etc/vsftpd.ftpusers
/etc/vsftpd.user_list
/etc/aliases
/etc/aliases.db
/etc/dhcpd.conf
/etc/my.cnf
/etc/php.ini
/etc/xinetd.conf
/etc/xinetd.d
ma può darsi che ci siano omissioni e/o errori.




Per una volta esco dai classici argomenti informatici per parlare del TomTom.
Io e la mia ragazza abbiamo un vecchio TomTom GO 300, il cui software era alla versione 5.xx, quindi deciso ad aggiornarlo, perchè aveva dei piccoli problemi anche con alcune voci, mi scarico TomTom HOME 2.2 dal sito..
Una volta installato il programma vede minimamente il gpessuccio….mentre Windows si…Uhm…quindi NON sarà il cavo NON originale..
Infatti spulciando su Internet trovo una bella info! TomTom HOME 2.2 non è compatibile con le versioni precedenti alla 7, quindi il rimedio è scaricare la versione 1.5.x di TTHOME(quella che sul sito è dedicata al RIDER), aggiornarlo (magari fate prima un backup!), disinstallare la versione 1.5.x e finalmente installare la 2.2.x, indispensabile per software recenti e nuove mappe!
–




Abbiamo sviluppato nella nostra azienda un pannello operatore per asterisk, HUD non ci piaceva.
L’applicazione è scritta in .NET 2.0 ed il motore server anch’esso scritto su questa piattaforma ma eseguito con Mono.
Questo breve preambolo per introdurre un problema che affligge i Thomson ST2030, ovvero quando dal pannello voglio chiamare, la chiamata veniva rifiutata dal telefono, dando un errore 486 su Asterisk.
Questo perchè il Thomson vedendo un CID identico all’interno su di esse configurato, droppava la chiamata.
Mi spiego meglio, dal PO voglio telefonare al 1234, Asterisk mi fa una chiamata al mio interno (impostato nel PO, ad esempio 100) e il CID di tale chiamata è 100, e la chiamata veniva droppata.
Stesso difetto è riproducibile con HUD. Questo problema non era presente in tutti i firmware, infatti nei vecchi 1.47 non era presente, però in quelli successivi non era più possibile usare PO vari.
Finalmente con la release 1.59 tutto funziona di nuovo, quindi se avete problemi simili con i vostri PO, scaricate questo firmware!
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Questo fantastico titolo per un post di statistiche!
Per la prima volta da cui ho aperto il blog (agosto 2006), Internet Explorer 7 ha superato il 6, 10,06% contro il 9,43%, segno che probabilmente le vecchie macchine stanno sparendo!
Staccato di molte lunghezze Firefox 2.0.0.11, quello più gettonato tra le versioni a 1,39%.
Rimane glorioso Explorer 5.5 che si attesta a 1,89% e della lista fanno parte anche glorie del passato….Netscape 4!
Ecco a voi la lista completa
GoogleBot 2.1 19.6 Internet Explorer 7.0 10.06 Internet Explorer 6.0 9.43 Wordpress 2.1 2.16 Internet Explorer 5.5 1.89 Google MediaPartners 2.1 1.47 Firefox 2.0.0.11 1.39 Firefox 2.0.0.3 1.12 Firefox 2.0.0.12 0.95 Firefox 2.0.0.4 0.78 Opera 9.0 0.74 Mozilla 1.2.1 0.73 Firefox 2.0.0.6 0.64 Thunderbird 1.0 0.51 Firefox 2.0.0.1 0.47 Firefox 2.0.0.7 0.43 Firefox 1.5.0.4 0.4 Firefox 2.0.0.2 0.37 Firefox 2.0.0.9 0.35 Netscape 4.0 0.3
e a seguire i sistemi operativi
Sistema operativo Accessi Visite Windows XP 45878 8620 Windows generico 22124 6453 Linux 15834 3152 Windows 2000 8212 2289 Windows NT 5480 59 Windows Vista 2207 813 Mac OS X 1431 216 Windows 2003 1326 486 Windows 98 301 133 Mac generico 263 53 Windows 95 32 14 Mac PPC 21 14 Windows 3.1 3 3 Sun OS 2 2 Mac 68k 1 1




Ho appena installato con successo (e soddisfazione) pfSense su un bellissimo IBM x3400 Series (Xeon dual core), con Raid 1 di dischi SAS 15k 73GB.
Con estrema sorpresa ha riconosciuto tutto l’hardware e addirittura una scheda PCI-X Dual Ethernet Port, precisamente NetXtreme 1000T, senza battere ciglio.
Che dire, sono sempre di più piacevolemente sorpreso da questo prodotto…merito di FreeBSD 6.2! (e degli sviluppatori di pfSense).




Installare un server LDAP è discretamente semplice, anche se ci possono essere piccole insidie!
Prenderò come riferimento CentOS 5, quindi innanzittutto andranno installati i pacchetti con
yum -y install openldap-clients openldap-servers
Se non ricordo male in CentOS 4 c’era anche il pacchetto openldap, ma sembrerebbe sparito dal nuovo repository.
Prima di tutto creiamo la direcotry che conterrà il database della nostra struttura, ad esempio examples.com (che fantasia!), ad esempio /var/lib/ldap/example.com che dovrà avere come owner ldap e come gruppo ancora ldap.
mkdir /var/lib/ldap/example.com
chown ldap:ldap /var/lib/ldap/example.com
Adesso dobbiamo creare la password crittografata dell’amministratore di LDAP, slappasswd, ed otterremo una cosa del tipo {SSHA}upTtbZB+WgdP8l57637bab+sFZCExpC/
Fatto ciò dobbiamo editare il file /etc/openldap/slapd.conf, con una cosa del genere
database ldbm
suffix “dc=example,dc=com”
rootdn “cn=admin,dc=example,dc=com”
rootpw {SSHA}upTtbZB+WgdP8l57637bab+sFZCExpC/
directory /var/lib/ldap/example.com
A questo punto creeremo una root LDAP entry, scrivendo un file LDIF example.com tipo questo
dn: dc=example,dc=com
dc: example
description: Root LDAP entry for example.com
objectClass: dcObject
objectClass: organizationalUnit
ou: rootobject
E poi da terminale eseguire
# ldapadd -x -D “cn=admin,dc=example,dc=com” -W -f /etc/openldap/example.com.LDIF
Enter LDAP Password: ***** [digitate la password dell'amministratore ldap]
adding new entry “dc=example,dc=com”
Ora questo mio post non vuol essere una guida esaustiva su come popolare un database LDAP, quindi creare OU piuttosto che utenti.
Per fare questo esistono online miriadi di guide, ma in nostro soccorso esiste anche una webgui fatta molto bene chiamata phpLDAPadmin, o per operazioni più complesse GOsa.
Ah dimenticavo, service ldap start per eseguire il server e chkconfig ldap on per farlo partire al boot della macchina.
–




Mi trovo spesso per lavoro a migrare profili di Windows XP con l’apposito tool, che devo dire fa veramente bene il suo lavoro, ma ha due piccoli difetti, ovvero non migra i collegamenti sul desktop e le stampanti.
Ma per ovviare a questo è semplice, basta specificare di migrare anche i file *.lnk nel caso dei collegamenti, mentre per migrare le stampanti, senza ricercare i driver e ricreare eventuali porte TCP, esiste un simpatico tool fornito da Microsoft stessa, ovvero PrintMig.


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