



Dopo un massacrante (anche se online) corsone di 4 ore ed un esame intero di ben 40 domande (sempre il solito limite di 80% giuste per passare) ho ottenuto l’accredito VMware VTSP 4, ovvero il delta training necessario per conoscere meglio vSphere.
Devo dire che VMware ha trasformato un prodotto già ottimo in qualcosa di clamoroso, siamo aldilà della semplice macchina virtuale per risparmiare spazio e basta.
Per tutte le svariate novità vi rimando alla pagina sul sito di VMware.




Sto seguendo in questo momento il corso per aggiornare la mia certificazione VTSP 3 alla 4, che supporta vSphere.
Le principali novità che per ora ho riscontrato è che adesso ESX 4 è completamente a 64bit, tutte le varie componenti sono di conseguenza aggiornate e scalabili ai massimi livelli, addirittura adesso una VM può arrivare ad avere 8 vCPU e 256GB di ram.
La service console ha abbandonato la vetusta RedHat 3 per passare alla RH5, molti device drivers adesso girano sul kernel e non sulla service console ma la novità principale è lo stack tcp/ip completamente riscritto, adesso si chiama tcpip2 ed è basato su FreeBSD 6.1!
Inoltre il numero di OS supportati è aumentato a dismusura, ed adesso è possibile farci girare anche sistemi vetusti come Windows 95,98 ed addirittura il DOS!
Ultima novità che vi riporto per ora è il supporto ai dischi SATA, che riduce notevolmente le richieste hardware necessarie per far girare vSphere, “accontentandosi” anche di server entry level.




Ci siamo quasi, il 21 di maggio esce il listino ufficiale per VMware vSphere che è si la nuova versione di VI, ma offre molte novità, diciamo che è incentrato sul cloud computing, internamente ad un’azienda.
La novità sicuramente più saliente è che con vSphere non ci limitiamo a ESX, hypervisor e così via, ma la virtualizzazione di interi datacenter, ma non solo sistemi, anche storage e networking, infatti ha stretto accordi con aziende come Cisco, Symantec…
Sicuramente è da considerarsi un vero e proprio sistema operativo cloud, che si occupa della parte d’infrastruttura (vCompute, vStorage, vNetwork) e del layer applicativo (disponibilità, sicurezza, scalabilità)
Ma tecnicamente quali sono le novità?
Sicuramente il Fault Tollerance, che sposta il livello di clustering non alla singola applicazione, ma al livello d’infrastruttura, in pratica esistono due macchine virtuali attive su due nodi, che hanno gli stessi dati in qualsiasi momento, hce nel caso di fault di una vm, l’altra nel tempo di pochi ms e senza perdita di dati è disponibile, senza riavvii.
Ma le grosse novità sono anche per la PMI, infatti i costi delle licenze sono notevolmente ridotti ed inoltre l’HA è disponibile anche nella versione Standard, inoltre che acquista l’attuale Foundation si ritroverà l’aggiornamento a vSphere standard a gratis!
Le versioni sono
Sicuramente un innovazione che darà filo da torcere ai competitor.


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