



VMware Server 2, la soluzione di virtualizzazione gratuita di VMware, è usata soprattutto per ambienti di test o per piccole installazioni, ma rimane il fatto che è plausibile voler effettuare anche i backup delle macchine virtuali che girano su questo server.
Senza avvalerci delle finezze di business continuity offerte da vSphere, possiamo fare il backup di tali vms spegnendole, salvando il contenuto via rete tramite Robocopy e riattivando poi le vms, tutto questo tramite uno script che interagisca con l’sdk di VMware Server 2.
Ecco un semplice fa funzionale esempio
REM === Stop Virtual Machine ====
“c:\Program Files\VMWare\VMware Server\vmrun” -T server -h https://VMServer1.local:8333/sdk -u administrator -p password stop “[standard] VM1/vm1.vmx” soft
REM ==== Copy Virtual Machine to Backup drive ===
net use r: \\BackupServer\BACKUP\VirtualMachines\VM1 /user:domain.local\administrator password
robocopy “C:\Virtual Machines\VM1″ r: /mir /w:0 /r:0
net use r: /delREM === Start Virtual Machine ====
“c:\Program Files\VMWare\VMware Server\vmrun” -T server -h https://VMServer1.local:8333/sdk -u administrator -p password start “[standard] VM1/vm1.vmx”
Questo script può essere eseguito tramite le operazioni pianificate, quanto basta per salvaguardare le nostre vms di test!




Già mesi addietro ebbi l’occasione di provare del software 2X, ovvero il 2X ThinClienteServer, una soluzione che permette in prima istanza di convertire qualsiasi hardware in un thinclient, quindi sia dispositivi specifici come gli Wyse, Neoware, HP e così via e di convertire un qualsiasi pc in un thinclient.
In pratica permette di caricare via PXE, un piccolo linux che permette poi di collegarsi o direttamente a sessioni RDP/ICA/NX oppure di collegarsi a server Citrix o 2X per la pubblicazione di applicazioni e/o desktop.
Stavolta invece parlerò di quest’ultimo prodotto, ovvero 2X VirtualDesktopServer, un oggetto molto interessante e soprattutto facile da configurare, a differenza di proposte simili (come il Quest vWorkspace, troppo macchinoso).
In pratica è possibile pubblicare farm VDI indipendentemente dal brand, di pubblicare singoli desktop fisici e/o virtuali, di pubblicare applicazioni, stampa e scanning universali e molto altro.
Inoltre tramite IIS è possibile attraverso un portale web, dalla sola porta 80 (meglio una connessione sicura SSL) connettersi da remoto a qualsiasi risorsa pubblicata sulla lan, tramite l’installazione di un piccolo client.
Personalmente lo uso per collegarmi senza vpn a server interni, inoltre ho pubbliato un browser per usare appliazioni nella Intranet senza necessariamente usare un intero desktop.
Un prodotto anche dal prezzo interessante e soprattutto le versioni base, ma pienamente funzionanti sono gratis!
Sicurmante Citrix è superiore, ma 2X è la più valida alternativa e l’OS ThinClient è sicuramente un interessantissimo valore aggiunto.




Fino ad adesso avevo usato per lavoro solo la parte “datacenter”, ovvero ESX sia nella versione 3.5 che il nuovo vSphere.
Adesso stiamo testando sia VMware View 4.0, ovvero la soluzione VDI di VMware e devo dire che mi piace molto, sopratutto le prestazioni del client, eseguibile standalone o tramite Internet Explorer.
Ma la cosa che mi piace di più è ThinApp, ovvero la soluzione di “application virtualization”, integrabile anche in ambienti non VDI come il nostro.
Io sto pensando di creare pacchetti per distribuire in streaming alla nostra rete prodotti come Office 2007, ovviamente con licenza, ma senza installarli pc per pc.
In merito a ThinApp vi consiglio di leggere questo blog e questo pdf.




In un mio firewall ho effettuato l’upgrade da pfSense 1.2 (FreeBSD 6.2) al 1.2.3 (FreeBSD 7.2) ed al reboot ho trovato una sorpresa…caricamento bloccato sulla configurazione della WAN.
Da varie ricerche sembra un problema dovuto all’ACPI o simile, infatti scegliendo il safe mode alla partenza il firewall parte, però non so a quale discapito di prestazioni, nel dubbio ho convertito (semplicemente salvando le impostazioni) il firewall in una virtual machine, dato che si trattava comunque di un firewall interno, quindi facilmente rimpiazzabile con una vm.
Per la cronaca il server era un IBM X335 U1, sembra che sia proprio un modello con cui pfSense 1.2.3 da questi problemi.




Il quasi sta per il fatto che dovete avere comunque una macchina Windows!
Usando PDFcreator, potete configurarlo in modalità server, ovvero ottenere una stampante codivisa che permette ai client windows, semplicemente usando questa stampante condivisa e senza nessun software aggiuntivo di convertire i vostri documenti in PDF.
I files saranno salvati automaticamente in una directory a vostra scelta, sia locale sul server (da condividere) o direttamente di rete.
Questo programma però non crea un servizio, quindi dovreste avere il desktop sempre aperto sul server.
Io ho ovviato trasformando il programma in un servizio grazie al mitico NSSM, in questo modo il programma funzionerà come servizio automatico!
Ultima finezza, attraverso le GPO del nostro AD, ho impostato per ogni utente la lettera W: come repository personale dei PDF (sfruttando la variabile %USERNAME%)




Ovviamente mi dissocio da qualsiasi uso nefasto e criminale di questa soluzione, riporto solo un uso curioso di Asterisk….
Una soluzione commerciale del genere, oltre a non poter essere comprata da tutti sta sui 1500 dollari..




Tranquilli ci sono ancora!
Ho un sacco di carne al fuoco in questo periodo, come il cambiamento in azienda del sistema di backup, siamo passati ad Acronis, veramente buono anche per l’integrazione con la virtualizzazione e l’implementazione di un cloud interno con vSphere.
Conto di fare qualche post dal 31, giorno da cui farò un pò di ferie!
Auguri di Buon 2010!




Ebbene si, erano molti mesi che non mi occupavo di Trixbox (la 2.8.0.3) e soprattutto d’installarlo, ma per una piccola installazione ho deciso di riusarlo, precisamente in un Acer Veriton N260G.
Essenzialmente non sono cambiate tante cose, apparte l’adozione di Asterisk 1.6, sicuramente l’unica novità degna di nota in ambito “business” è la priorità nelle code, la possibilità di togliere il call waiting su un singolo device (utile per i call center) e modificare la durata del ringing sempre su singola estensione.
Nell’installazione la difficoltà è stata nel fatto che il kernel presente, il 2.6.18-128.el5 non riconosce la Marvell 80E8871, quindi mi sono installato un altro kernel, ovvero il 2.6.18-164.el5.
Fatto ciò ovviamente non funzionavano più i DAHDI drivers (kmod-dahdi), quindi l’ho dovuti reinstallare da questo repo, potete usare questa guida per usufruirne.
In definitiva comunque rimane una ottima soluzione per piccole installazioni, l’unica vera nota negativa è che non è presente nessuna utility di backup, cosa gravissima che ne limita i campi di utilizzo.




Avrete notato che l’installazione di default di FileZilla non fa funzionare il “drag&drop” tra il programma ed il desktop ad esempio, restituendo un errore.
Per ovviare a questo dovete posizionarvi con il “cmd” (con privilegi amministrativi) nella directory
cd “\Program Files (x86)\Filezilla FTP Client”
e riregistrare questa dll (se avete il 64bit come me sono 2)
regsvr32 fzshellext.dll
regsvr32 fzshellext_64.dll
Dovrebbe già funzionare, altrimenti riavviate la macchina.




Provate a scrivere nella barra degli indirizzi
about:mozilla
e poi leggetevi questo articolo.
Saluti!


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