



Il quasi sta per il fatto che dovete avere comunque una macchina Windows!
Usando PDFcreator, potete configurarlo in modalità server, ovvero ottenere una stampante codivisa che permette ai client windows, semplicemente usando questa stampante condivisa e senza nessun software aggiuntivo di convertire i vostri documenti in PDF.
I files saranno salvati automaticamente in una directory a vostra scelta, sia locale sul server (da condividere) o direttamente di rete.
Questo programma però non crea un servizio, quindi dovreste avere il desktop sempre aperto sul server.
Io ho ovviato trasformando il programma in un servizio grazie al mitico NSSM, in questo modo il programma funzionerà come servizio automatico!
Ultima finezza, attraverso le GPO del nostro AD, ho impostato per ogni utente la lettera W: come repository personale dei PDF (sfruttando la variabile %USERNAME%)




Avrete notato che l’installazione di default di FileZilla non fa funzionare il “drag&drop” tra il programma ed il desktop ad esempio, restituendo un errore.
Per ovviare a questo dovete posizionarvi con il “cmd” (con privilegi amministrativi) nella directory
cd “\Program Files (x86)\Filezilla FTP Client”
e riregistrare questa dll (se avete il 64bit come me sono 2)
regsvr32 fzshellext.dll
regsvr32 fzshellext_64.dll
Dovrebbe già funzionare, altrimenti riavviate la macchina.




Molto tempo fa ho già parlato di come creare un servizio di Windows custom, grazie a INSTSRV e SRVANY, però adesso ho trovato qualcosa di meglio, ovvero NSSM, Non-Sucking Service Manager, che tra i suo pregi ha quello di far eseguire correttamente anche dei file bat o cmd.
Cito le prime righe dei sito
nssm is a service helper which doesn’t suck. srvany and other service helper programs suck because they don’t handle failure of the application running as a service
Veramente un grande!




Teamviewer è sicuramente un ottimo software di assistenza remota, ma l’installazione di default prevede una caratteristica chiamata DirectIn che serve per migliorare le prestazioni, però questa usa di default la porta 80/tcp, capite bene che questo è un bel problema se c’è IIS od un altro web server!
Quindi possiamo usare la porta alternativa 5938, ma dobbiamo modificare due chiavi nel registro e riavviare il servizio di Teamviewer
1. Aprire la porta 5938 sul firewall (se ne avete uno)
2. Modificare questa chiave del registro
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\
TeamViewer\Version4] Chiave ’GatewayAllowed’ a 0
e poi
[HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\TeamViewer\Version4] Chiave ’ListenHttp’ a 0




Di recente mi è capitato d’installare un server IBM x3650 con Ubuntu 8.04 ed ovviamente una delle necessità è stata quella di monitorare lo stato del raid attraverso il software di corredo by IBM, ovvero Raid Manager, però qui cominciano i problemi.
Come quasi tutto il software “brand”, sono forniti solo gli rpm, quindi dobbiamo armarci di alcuni pacchetti (e pazienza) per risolvere la cosa.
Innanzittutto dobbiamo installare rpm
# sudo apt-get install rpm
dopo di chie alcune librerie, ovvero
# sudo apt-get install libstdc++5 libstdc++5-3.3-dev
Scompattermo l’rpm fornito nel cd dell’IBM (potrete anche avere la versione 9, nei server recenti)
# cd /var/tmp
# rpm2cpio RaidMan-8.40.i368.rpm | cpio -dimv
Sarà creata una directory chiamata /var/tmp/usr/RaidMan, quindi muoviamo RaidMan in /usr e quindi decomprimiamo il JRE fornito con il pacchetto, oppure potete usarlo uno a piacimento, in tal caso dovrete avere un link simbolico “jre” nella directory /usr/RaidMan che punti al “vostro” jre.
# cd /usr/RaidMan
# tar xfvz sun-jre142linux32.tgz
infine copieremo in init.d, renderemo avviabile e setteremo che parta al boot lo script di avvio dell’agente del raid manager
# cp /usr/RaidMan/raid_agent /etc/init.d/
# chmod +x /etc/init.d/raid_agent
# update-rc.d raid_agent defaults
e alla fine lo avvieremo e non dovrebbe dare errori di sorta
# /etc/init.d/raid_agent start
starting IBM ServeRAID Manager agent …
Adesso dato che la Ubuntu Server 8.04 non ha una GUI, installeremo lo stesso programma su di un pc Windows ed aggiungeremo il sistema remoto che dovrebbe rispondere e far vedere lo stato del raid senza problemi.




Stiamo ristrutturando la nostra rete interna, entro la fine dell’anno (speriamo) dovrebbero mettere una connessione in fibra ottica, simmetrica a 2mbit.
Per l’occasione creerò due firewall con tanto di fallback su HDSL in cluster, grazie a pfSense.
Però dato che attualmente switchare dalla adsl alla hdsl lato firewall, dato che i questi sono stati creati in tempi remoti, metterci le mani è (quasi) impossibile e quindi ho creato un piccolo file batch che cambia il default gateway su ogni pc, in modo da uscire o su Ibs o su NGI.
Infatti i problemi sono nati tutti per colpa di quei maledetti di NGI, che da qualche giorno hanno down frequentissimi!!
Ecco a voi il fantastico file!
@echo off
cls:RICHIESTE
echo.
echo Vuoi uscire su Internet in ADSL o HDSL?
echo (1) ADSL
echo (2) HDSL
echo.
set /p var=”Seleziona un valore…”:
set var=%var:~0,1%
if “%var%”==”1″ goto UNO
if “%var%”==”2″ goto DUE
echo Seleziona 1 o 2
goto RICHIESTE:UNO
echo ADSL….
netsh interface ip set address name=”Connessione alla rete locale (LAN)” gateway=192.168.0.14 gwmetric=0goto END
UE
echo HDSL….
netsh interface ip set address name=”Connessione alla rete locale (LAN)” gateway=192.168.0.25 gwmetric=0goto END
:END
echo.
echo Configurazione ultimata….
echo.
pause
cls
@echo on




Ehm non l’ho perso io, ma è capitato di recente su un pc, in cui avevo ripristinato NTLDR da Cd, come ho scritto in passato sul blog, ma stavolta mancava anche il BOOT.INI, poco male, di solito il bootloader cerca la cartella c:\Windows e parte da li, ma non è molto ortodosso.
Per ricreare il BOOT.INI partite sempre con la solita console di ripristino e poi digitate BOOTCFG /REBUILD vi verrà poi chiesta un etichetta per ogni sistema operativo trovato, ed eventuali opzioni di boot.
Tutto qua.




Oggi mi è capitato di usare il boot disk di Acronis True Image 11 HOME in quanto dovevo clonare via ethernet delle macchine dual boot, ovvero con Windows Vista e Ubuntu 8.04. (funziona alla grande, ottimo prodotto)
Però dopo la schermata iniziale in cui mi chiedeva con cosa volevo partire, schermo nero e la macchina non faceva nulla.
Memore da problemi di questo genere con delle live distro, proprio come Ubuntu, sono andato nel BIOS e nella sezione APM ho tolto il supporto APIC, e magicamente Acronis a ripreso a funzionare.
Quindi se avete dei problemi con il disco di boot di Acronis, disabilitate il supporto APIC dal bios.




Mio malgrado mi sono ritrovato ad installare un aggiornamento ad Norton 2008 su una macchina non vecchissima, un P4 1.6Ghz con 512MB di ram.
Allora da quando ho messo il cd a quando tutto era funzionante (aggiornamenti compresi) sono passati la bellezza di …… 45 minuti!!!!!!!!!!!
Ma dico io è mai possibile? Perchè AV come AVG o Antivir ci mettono al massimo 5 minuti in macchine così vecchie?
I fatti sono due o Norton 2008 è un pachiderma inutile, oppure gli altri antivirus non sono così efficienti…ma sappiamo bene quale dele due sia la realtà!




Mi stavo installando i programmi nel mio nuovo notebook, che ha a bordo ovviamente Windows Vista (Basic rigorosamente, con Aero ci faccio il brodo!) e stavo configurando OpenVPN con cui mi collego alla lan aziendale, però al momento di connettermi vedo dai log degli errori, riguardanti il routing.
Infatti l’interfccia grafica restituisce “Connesso”, ma non si va…
Maledetto Vista! Sapevo mi avresti fatto girare le scatole!
Bhe comunque in questo caso il rimedio è semplice, basta aggiungere nel file della configurazione
route-method exe
route-delay 2
Queste due semplici righe hanno migliorato decisamente il mio umore serale!


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