



Ho appena scaricato il famoso XP mode per Windows 7, praticamente si tratta di un disco virtuale contenente una valida licenza di XP SP3 e Virtual PC.
S’integra tutto alla perfezione, dal menù start è possibile far partire direttamente la macchina virtuale o una singola applicazione che si aprirà nel desktop di Windows 7, l’unica cosa che si nota è che la finestra non ha il contorno trasparente ![]()
Massima facilità d’installazione e configurazione, inoltre la macchina virtuale “vede” i dischi di Seven.
Alcuni accorgimenti, dato che si tratta di un sistema operativo in tutto e per tutto, OCCHIO alla sicurezza, XP Mode va usato in maniera oculata, può prendere virus e quindi la prima cosa da fare è tenerlo aggiornato come se aveste un altro pc con XP e soprattutto usate un buon antivirus.
Inoltre avrete bisogno di almeno 2GB di ram e di un processore che supporta la virtualizzazione, quindi o AMD-V o Intel-VT.




Oggi, in virtù della mia SnS attiva sulla versione 6.5, mi è arrivata da VMware la licenza, con la possibilità di scaricare, la versione Workstation 7.
Questa versione è molto interessante perchè oltre a supportare pienamente Windows 7, supporta anche l’installazione senza accorgimenti particolari di VMware vSphere (esx 4.0) , ovviamente solo per fare dei test o eseguire delle demo, ma già questo è molto interessante per provare features che altrimenti avrebbero richiesto discreto hardware necessario, anche solo per effettuare delle prove.
Altre novità interessanti sono migliorato comparto grafico (funziona Aero Glass), la possibilità d’importare la XP MODE di Wndows 7, creare macchine con 4 processori logici e molto altro ancora.
A breve una prova sul campo, installerò il tutto sul mio Windows 7 Pro!




Da qualche giorno mi sto deliziando ad usare Windows 7 per tutti i miei lavori domestici e dell’ufficio.
Devo dire che finalmente ci siamo, un sistema decente da parte di M$ al passo con i tempi, sto usando al versione 64bit su un Core 2 Duo e va che è una meraviglia.
Deciso a riusare OpenVPN come avevo su XP senza problemi, qualcuno l’ho avuto su Vista, praticamente nessuno su 7.
basta caricare l’eseguibile da openvpn.net e prima dell’installazione questi piccoli accorgimenti (tasto destro sull’eseguibile, proprietà)
Una volta lanciato il programma potrete riusare le configurazioni che già avete.
Inoltre prima di usare OpenVPN GUI, associategli gli stessi shim visti prima.
Buon VPN con 7!




Questa cosa potrebbe ricapitare anche a voi, noi abbiamo delle applicazioni interne scritte diversi anni fa (prima c’era Lotus Domino) che hanno la cattiva caratteristica di generare mail che hanno solo un nome nel campo MAIL FROM: senza @dominio.com, in pratica nessun FQDN.
Questo perchè prima era tollerato e comunque anche Exchange 2000 e 2003 avevano lo stesso comportamento, ovvero di accettare senza colpo ferire queste mail.
Oggi rimettendo un pò a posto il nostro server ho cancellato e ricreato un connettore d’invio e dopo un pò ricevo una chiamata da una collega, le applicazioni piripicchio e roccacannuccia non mandano la post con errore “501 5.1.7 Invalid Address”.
Quindi mi sono ricordato dopo pochi minuti la cosa di cui sopra ed ho ritrovato la soluzione, in pratica ad ogni connettore di ricezione in Exchange 2007 è possibile assegnare un dominio di default, sia per MAIL FROM: che RCTP TO:
Per fare ciò utilizzeremo la Exchange Management Shell e lanceremo il seguente comando
Set-ReceiveConnector -identity “<Nome Connettore>” -DefaultDomain “<Dominio>”
e dopo lanciando il comando
Get-ReceiveConnector -identity “<Nome Connettore>” |fl
dovremmo avere la nostra scelta nel campo DefaultDomain




Finalmente è finita!!!
Questa settimana intendo, è successo di tutto:
Ci mancava veramente solo un meteorite!!!!
Per cominciare bene, si spera, la prossima settimana tutti a Roma alla presentazione di Windows 7! ![]()
Vi faccio sapere come è andata, saluti.




No, non si tratta del celebre “difetto” della Xbox 369, ma dell’access point da interno Cisco, che ha un led circolare che ci informa dello stato del device.
Ebbene da un cliente era di un bel rosso sangue, che manuale alla mano, sgnifica test della memoria fallito.
Cosa fare? Bhe quanto beno un riavvio, stacco la corrente e….niente.
Non dandomi per vinto ho di nuovo scollegato il power injector, ma in più scollegato anche tale dispositivo dalla rete, ridato corrente e tadan!! Di nuovo vivo e vegeto, collegato di nuovo alla rete e perfettamente funzionante….
Questo nel manuale non c’è!!!




Questo problema mi stava facendo scervellare!
Nella nostra VM basata su Ubuntu e Asterisk 1.4.22 non c’era verso di trovare come far funzionare il BLF su dei GXP 2010, cosa tra l’altro da sempre usata.
Funzionava solo per l’hold delle chiamate, ma per il resto l’estensione digitando
core show hints
tutti i telefoni risultavano in idle anche durante una chiamata.
Ebbene dopo svariate ricerche ho trovato che per asterisk 1.4 e 1.6 ci sono bisogno di parametri aggiuntivi, rispetto alle releases precedenti, per far fuzionare totalmente i blf, ovvero
[general]
notifyringing = yes
notifyhold = yes
limitonpeers = yes
in sip.conf e per ogni estensione, dobbiamo impostare il call-limit, ad esempio 1 per i telefoni mono linea oppure più alta per i multi linea, come ad esempio i GXP-2010, sempre se volete gestire più chimate in ingresso con tali telefoni.
A questo punto vedremo lo stato libero, sta suonando, in attesa, occupato, che nei GXP è rispettivamente verde, rosso lampeggiante veloce, rosso lampeggiante lento, rosso fisso




Allora innanzittutto questo è un problema, ma un problema sultuario e poco rilevante, in quanto di solito (mi auguro!) VMware Server 2, seppur ottimo, è usato in piccoli ambienti e non troppo “mission critical”.
Finito il cappello introduttivo, capita che alle volte collegandosi alla User Interface (ui) web, Firefox, Explorer ed altri browser rimangano fermi su Loading…, nessun altro segno di vita ma solo un errore
vmtn is not defined
Line: 130
sembra che il management service si sia incriccato, quindi non rimane che riavviarlo.
/etc/init.d/vmware-mgmt stop
pkill -9 vmware-hostd




Tempo fa da un nostro cliente ho installato questo nas della Acer, non offre molte funzioni ma sicuramente ha un
prezzo accettabile ed ha 1,5TB in configurazione raid 5 (4 dischi da 500GB in totale).
Fatto sta che per motivi di rete ed altro che non vi sto qui a raccontare, un’importantissima share ad un certo punto
c’ha lasciato.
Praticamente via esplora risorse di windows, la share risultava visibile ma se provavamo ad accedere, windows restituiva
l’errore generico “impossibile trovare il percorso di rete”….PANICO!!!
Non vi ho detto che il raid 5 era degradato, ma anche al termine del rebuilding la share era sempre presente ma di fatto
non accessibile, ma altre due lo erano, quindi il raid 5 era in salute!
Quindi mi sono detto, sicuramente c’è un linux a bordo, quindi quanto meno vediamo se con ssh qualche cosa rimedio,
dato che l’interfaccia web offre meno di zero.
Primo problema, ssh non è abilitato!
Maledendo la Acer ho cercato sul loro sito, ovviamente non è venuto fuori nulla, però ho scoperto che questa piattaforma
era usata anche da altri brand, quindi almeno c’era uno standard da seguire.
Quindi su google ho cercato partendo dal firmware fs-ns04-1.4-b813 ed ho scoperto che si tratta di un FalconStor IPStor Disk
e che offre una simpatica funzione NON documentata per abilitare SSH!
Infatti puntando con il browser a questo link https://…easystore-name-or-IP…/ssh_controlF.cgi appare un bottone per abilitare
l’accesso ssh.
E’ facilmente intuibile che la password di root è la stessa dell’utente admin e così è infatti!
A questo punto ho pensato, a noi due!!! Dato che una cosa bella di Linux e della bash è che sono standard, in tutte o quasi
le implementazioni sicuramente sarei riuscito a capire se quanto meno i dati c’erano ancora e il problema era come farli tornare fuori!
Primo problema, c’è una directory /nas che contiene il mount di alcuni device, chiamati /dev/vbdi* che con estrema sorpresa, invece
di essere formattati in ext3 lo sono in XFS!
Questo modulo del kernel, ovvero VBDI, non so di preciso a cosa serva e quali ne siano i vantaggi, credo sia una cosa specifica di Falconstore.
Tornando ai device, sono montati in una dir del tipo /nas/NASDisk00002 e /nas/NASDisk00003, quindi mi mancava quella con il
4 finale.
Altra parentesi, quelle directory sono montate tramite mtab, che altro non è che un link simbolico a /proc/mounts.
Quindi provando a montare manualmente quel device /dev/vbdi4 in /mnt mi veniva restituito un errore che
adesso non ricordo nel dettaglio, ma comunque generico.
Li ho capito che tale device era stato come chiuso male e corrotto ed in mio soccorso ho usato il comando xfs_repair ed incrociato
le dita, nel dettaglio xfs_repair -L /dev/vbdi4
Dopo innumerevoli controlli ed un reboot del sistema la share è tornata magicamente disponibile!






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