



No, non si tratta del celebre “difetto” della Xbox 369, ma dell’access point da interno Cisco, che ha un led circolare che ci informa dello stato del device.
Ebbene da un cliente era di un bel rosso sangue, che manuale alla mano, sgnifica test della memoria fallito.
Cosa fare? Bhe quanto beno un riavvio, stacco la corrente e….niente.
Non dandomi per vinto ho di nuovo scollegato il power injector, ma in più scollegato anche tale dispositivo dalla rete, ridato corrente e tadan!! Di nuovo vivo e vegeto, collegato di nuovo alla rete e perfettamente funzionante….
Questo nel manuale non c’è!!!




Si lo ammetto, il titolo del post è un pò da deficienti, ma parlando di cloud computing e del sempre più grande numero di aziende che ci puntano, lo trovo azzeccato.
Stavo cercando informazioni su Ubuntu Cloud e mi sono inbatutto in un post in cui si espone in modo sintetizzato, ma molto pertinente, la grandissima corsa delle aziende leader di mercato al clound computing a suon di acquisizioni.
Sicuramente il colpo grosso l’ha fatto ormai 6 anni fa EMC acquisendo VMware (per 650 milioni, adesso ne vale 10 miliardi), ma sicuramente anche Citrix con Xen.
Trovo decisamente più indietro IBM e Sun, ma soprattutto Microsoft con Hyper-V (Virtual Server non ha mai sfondato…), sarà ancora presto per dirlo ma in questo campo non arriverà mai ai livelli che ha ottenuto nel mondo dekstop, di attori forti questa volta ce ne sono tanti.
Personalmente io sto puntando su vSphere, anche se Xen mi tenta a dargli un occhio.




Ci siamo arrivati, l’acquisto di Trixbox da parte di Fonality ha dato alla luce il (tanto?) atteso prodotto commerciale, ovvero Trixbox Pro.
E’ disponibile in 3 versioni, e quella base è gratis (è richiesta la registrazione).
Tali versioni sono la SE (Standard Edition), EE (Enterprise Edition) e la CCE (Call Center Edition), le quali ultime due hanno un costo per utente/mensile.
Ovviamente la CE (Community Edition) sarà sempre sviluppata, in quanto leggendo le FAQ si capisce che la nuova versione Pro è “scarsamente” customizzabile, ovvero non si possono editare a mano i file, in quanto non è quello degli smanettoni il loro target.
Infatti secondo me questa versione si pone più per un uso “out-of-the-box”, non a caso esiste anche l’appliance hardware direttamente fornita da Fonality.
La differenza fra le varie versioni è qui http://www.trixbox.com/products/help-me-choose mentre qui sono disponibili alcuni screenshoots (come potete notare l’interfaccia grafica NON è FreePBX) http://www.trixbox.com/products/trixbox-pro/screenshots.
Inoltre è previsto per i rivenditori il re-branding dell’interfaccia grafica, il supporto in caso di errori critici e molto altro.
In definitiva è un prodotto che tenta di rosicchiare un pò di mercato a soluzioni “professionali di serie” quali Cisco, Avaya e compagnia bella.
Ci riuscirà? Un download non costa nulla (della versione free!!)




Molte volte erroneamente quanto viene calcolata la banda necessaria per effettuare chiamate VoIP, viene tenuto conto solo del codec utilizzato ed un numero molto empirico di chiamate contemporanee.
Mi spiego meglio, se utilizziamo il codec G.729 per la voce vengono utilizzati 8k, ma il pacchetto complessivo tcp/ip sarà quanto meno 28k, comprensivi di overhead del pacchetto, flags ed altro.
Inoltre è importante tenere conto anche del “mezzo” dove passa la chiamata, ovvero rete Ethernet, Frame relay, ATM..
Come fare allora?
Per prima cosa dobbiamo calcolare l’Erlang!
Cosa si nasconde dietro questo strano nome? Bhe semplicemente un valore che rappresenta il numero complessivo (in minuti) di chiamate in un ora, che passano dal nostro sistema.
Un Erlang si misura in ore, quindi divideremo i minuti di chiamata per 60 ed otterremmo i minuti di chiamate in Erlang.
Per esempio se 4 dipendenti fanno 30 minuti durante la stessa ora, avremo 120 minuti complessivi, che corrispondono a 2 Erlang.
Però un calcolo più fino deve tenere conto che le giornate lavorative sono grossomodo 22 giorni, ed il 15 percento delle telefonate si concentra nell’ora di punta.
Quindi per vedere il valore di Erlang del nostro sistema nell’ora di punta sarà calcolato dividendo il numero di minuti effettuati in un mese (MM), diviso per 22 giorni e moltiplicati per 0,15 (15%), infine diviso 60 per ottenere l’Erlang.
Mettiamo che il nostro sistema effettuti 50.000 minuti al mese, il valore di in Erlang sarà 5,7.
Cosa ci facciamo con questo valore? Bhe lo utilizzeremo per calcolare il numero di trunks, quindi di canali occupabili contemporaneamente, cosa che in VoIP ci permetterà poi di calcolare la banda necessaria.
C’è da tenere conto di un altro fattore, ovvero il GoS, Grade of Services, ovvero una percentuale accettabile di quante chiamate possono essere “rifiutate” nell’ora di intenso traffico. Un valore accettabile è sicuramente 0,01, ovvero l’un per cento di possibilità che una chiamata venga rifiutata.
Per calcolare il numero di linee (trunks) utilizzando Erlang andiamo sul sito http://erlang.com/calculator/erlb/
Ad esempio nel mio caso, nel mese di Maggio abbiamo avuto 31977 minuti di chiamate, quindi un valore Erlang di 3.64 corrisponderà a 9 linee (trunks)
Ad esempio, noi abbiamo per default un flusso E1 Telecom, quindi siamo molto al di sopra dell’effettivo bisogno…
Ma se volessimo far passare tutto da voip, quanta banda sarebbe necessaria? Collegandosi a http://erlang.com/calculator/eipb, oltre a scrivere il valore di GoS, di Erlang ed il codec utilizzato, ci verrà riportata il valore della banda necessaria. Un altro calcolatore è quello Cisco al sito http://tools.cisco.com/Support/VBC/do/CodecCalc1.do
Che è più specifico, in quanto ha molti più valori, come ad esempio il protocollo di Layer 2, se è un tunnel, se ci sono algoritmi di cifratura e così via..
Tornando al mio valore, 9 linee corrispondono a 216 kbps con il G.729A, mentre ad esempio 720kbps in PCM G.711.
Ovviamente qui ci riferiamo all’orario di punta, quindi non necessariamente dovremmo disporre SEMPRE di tutta questa banda, sarà quella massima utilizzata dal nostro sistema, ina base a quei calcoli di minuti mensili; è opportuno magari fare una media fra 3 o 4 mesi per avere un valore più vicino alla realtà!




E’ uscita (a dire il vero da qualche giorno, ma ho avuto da fare!
) la nuova main version di Trixbox, la 2.2, che presenta molte novità interessanti tra cui :
Quindi adesso è possibile modificare l’ip del nostro pbx direttamente da pagina web, magari non installando Webmin, è migliorato il supporto (già buono per le Sangoma e le altre), la nuova versione di FreePBX e inoltre totalmente modificato il look del portale di gestione!! Cosa fondamentale!! ![]()
Presto lo installerò ed eventualmente posterò qualche novità (o problema!)
Ah inoltre ho provato a modificare la versione 2.2 beta5 installandoci Asterisk 1.4.4 e devo dire che non ha avuto problemi di sorta.
Il link della iso.




Ho visto che alcune persone arrivano nel mio blog ricercando come configurare una adsl su un router Cisco…niente di più semplice!!
Essenzialmente i router della Cisco si configurano tutti nello stesso modo, sempre IOS c’è come sistema operativo, le uniche varianti possono essere nella gestione delle ethernet, in alcuni router dove sono presenti 4 porte ethernet, di solito sono configurate come switch, in quel caso avremo VLAN 1 come interfaccia, invece della classica Ethernet0.
NON usate l’interfaccia web, ma usate inzialmente il classico cavo seriale e connettetevi.
Qui parlo di classiche adsl PPPoA, non RFC1483 routed, dove ovviamente non c’è bisogno dell’interfaccia Dialer
Una volta connessi assegnate un ip della vostra classe all’interfaccia adatta e attivatela con no shutdown
interface Ethernet0
ip address 192.168.1.1 255.255.255.0
ip nat inside
ip route-cache flow
no ip mroute-cache
no cdp enable
hold-queue 100 out
importante è ip nat inside, che come suggerisce il nome stesso, abilita il nat dall’interno della lan verso l’esterno.
interface ATM0
no ip address
ip route-cache flow
no ip mroute-cache
no atm ilmi-keepalive
pvc 8/35
encapsulation aal5snap
protocol ppp dialer
dialer pool-member 1
dsl operating-mode auto
hold-queue 224 ininterface Dialer0
ip address negotiated
ip mtu 1492
ip nat outside
encapsulation ppp
ip route-cache flow
dialer pool 1
dialer-group 1
ppp pap sent-username XXXXXXXXXXXX password 0 XXXXXXXXXXXXXXXXX
Mentre qui è da notare ovviamente ip nat outside
ip nat inside source list 101 interface Dialer0 overload
Questo praticamente permette il masquerading.
Ora c’è da fare solamente l’access list 101, ovvero la lista degli ip che “usufruiranno” del nat.
access-list 101 permit ip 192.168.1.0 0.0.0.255 any
dialer-list 1 protocol ip permit
Infine impostare le regole di routing (banali)
ip classless
ip route 0.0.0.0 0.0.0.0 Dialer0
Io ho omesso di scriverlo, ma ogni interfaccia dovrà essere attivata! con no shutdown
A questo punto, se non ho omesso parametri fondamentali (vado sempre a memoria!!
) il router dovrebbe permettervi di navigare, in tal caso salvate la cofigurazione con wr me (abbreviazione di write memory)




Ola, in questo post vi elenco i libri presenti nella mia biblioteca (solo quella informatica!), così da farvi venire qualche spunto per una buona lettura, tecnica o meno, anche se alcuni sarà difficile trovarli ancora in giro.
In ordine rigorosamente sparso:
Su questo ultimo libro, che parla della storia di Linus Torvalds, ovviamente il creatore di Linux, scriverò a breve un mio pensiero!


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