Bhe fatto poco fa su un server che usiamo come test..banale!!!
Non so se sono stato fortunato, ma tutto è andato bene al 100% (la compilazione) ed il funzionamento generale sembra ok, vi saprò dire di più dopo qualche prova.
Il sistema gira su una Debian 3.1 e questi i passi per l’aggiornamento (generale, per tutti gli upgrade asterisk).
Salvate la directory /etc/asterisk, non si sa mai ![]()
Poi una volta scompattati i sorgenti questa la procedura
./configure (non era presente nel branch 1.2)
make
make install
e basta, non fate make samples!!!!
A questo punto uccidete il vecchio asterisk e riavviate il demone…
Tadan! dovrete ottenere un output simile!
astsrv:~# asterisk -r
Asterisk 1.4.0, Copyright (C) 1999 – 2006 Digium, Inc. and others.
Created by Mark Spencer <markster@digium.com>
Asterisk comes with ABSOLUTELY NO WARRANTY; type ‘core show warranty’ for details.
This is free software, with components licensed under the GNU General Public
License version 2 and other licenses; you are welcome to redistribute it under
certain conditions. Type ‘core show license’ for details.
Connected to Asterisk 1.4.0 currently running on astsrv (pid = 23294)
Una novità è il comando core che racchiude tutti i comandi “generalisti”, ovvero set, show e clear.
A presto con altre news!!!
Uno dei principali usi del nostro amato GNU/Linux è sicuramente quello del firewall.
Potente, economico, versatile e facile da configurare…bhe non sempre!!!
Rispetto ad ipchains, il vecchio firewall che stava nei kenrnel 2.0, Iptables/Netfilter ha reso la sintassi meno contorta, ma per creare regole elaborate può essere sempre una pratica ostica.
Inoltre le appliances firewall commerciali più conosciute, permettono di considerare il traffico entrante ed uscente non in schede di rete, ma in visione più ampia, in zone.
Ogni zona può “gestire” anche più schede di rete, e le interazioni tra zone saranno governate da policy di default che potranno essere “superate” da regole specifiche, ma andiamo con calma!!
Il files fondamentali che troverete in /etc/shorewall sono i seguenti
Ovviamente i nomi sono esplicativi, definizione delle zone, delle interfacce per ogni zona, delle policy di default tra zone e le specifiche regole.
Adesso vi riporterò una configurazione tipica con due schede di rete, con regole che bloccano il traffico di ingresso se non verso determinati ip, blocco totale del traffico in uscita (nattato) escluso determinate porte ed inoltre dei redirect per l’interazione con Dansguardian/Squid e p3scan, ovviamente il nome delle zone sono indicativi
/etc/shorewall/zones
#ZONE TYPE OPTIONS IN OUT
# OPTIONS OPTIONS
fw firewall
verde ipv4
rossa ipv4
#LAST LINE – ADD YOUR ENTRIES ABOVE THIS ONE – DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/interfaces
#ZONE INTERFACE BROADCAST OPTIONS
verde eth0
rossa eth1 - routeback
#LAST LINE — ADD YOUR ENTRIES BEFORE THIS ONE — DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/policy
#SOURCE DEST POLICY LOG LIMIT:BURST
# LEVEL
rossa fw DROP
rossa verde DROP
verde fw ACCEPT
verde rossa DROP
fw verde ACCEPT
fw rossa ACCEPT
#LAST LINE — DO NOT REMOVE
/etc/shorewall/rules
#ACTION SOURCE DEST PROTO DEST SOURCE ORIGINAL RATE USER/
# PORT(S) PORT(S) DEST LIMIT GROUP
#SECTION ESTABLISHED
#SECTION RELATED
SECTION NEW
LOG:info verde fw tcp 22
LOG:info verde fw tcp 10000
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 22
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 10000
DNAT rossa:XX.XX.XX.XX verde:192.168.0.113 tcp 3389
REDIRECT verde 8110 tcp 110
REDIRECT verde 8080 tcp 80
ACCEPT verde rossa tcp 13,17,21,22,23,25,43,53,80,81,110,113,119,143,443
ACCEPT verde rossa tcp 465,993,995,1352,1755,1863,2003,2345,3389,4711
ACCEPT verde rossa tcp 2082,2401,4800,4899,5190,5900,7070,8080,8081,8443,8827,8775,10000
ACCEPT verde rossa tcp 50022,50080
ACCEPT verde rossa tcp 6665:6669
ACCEPT verde rossa tcp 1001:1010
ACCEPT verde rossa tcp 65120:65122
ACCEPT verde rossa tcp 60000:60010
ACCEPT verde rossa tcp 31443
ACCEPT verde rossa udp 37,53,123,3052,4569
Due breve righe su casi particolari (messi per esempio)
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 22 (accetta collegamenti ssh da un determinato ip)
ACCEPT rossa:XX.XX.XX.XX $FW tcp 10000 (accetta collegamenti sulla porta webmin)
DNAT rossa:XX.XX.XX.XX verde:192.168.0.113 tcp 3389 (port forwarding su un server windows 2003 interno. sempre solo da un determinato ip esterno)
REDIRECT verde 8110 tcp 110 (per il check del traffico da parte di p3scan)
REDIRECT verde 8080 tcp 80 (per il controllo dei contenuti da parte di Dansguardian)
Questa serie di regole dovrebbero permettervi una navigazione tranquilla degli utenti, ma anche una certa sicurezza (ad esempio impedire il peer to peer)
Maggiori info sulla sintassi le trovate nella documentazione ufficiale.
Inoltre le distro più adatte per questo uso, IMHO sono Debian e Trustix.
A presto con nuovi articoli sul tema!
Ah dimenticavo, un ottimo frontend per Shorewall è l’onnipresente Webmin!
Un bel bombolone!! ![]()
Apparte le povere schiene stroncate dal peso di questa macchina, devo dire che l’accoppiata Linux (in questo caso Centos SSE) e xSeries di IBM è quantomeno ottima; l’installazione è divenuta pressochè banale (e questo purtroppo non è necessariamente un bene, dato che ci sono troppi sistemisti che non cercano di andare oltre, quando serve, alla “facilità d’installazione”)
Come molti di voi sapranno, CentOS è una RedHat Enterprise Server 4 senza il supporto commerciale, ma perfettamente compatibile a livello di binari con quest’ultima, in quanto permette l’uso di applicativi “studiati” per RHEL, quali Oracle, WebSphere e così via..
L’installazione odierna è stata più o meno questa (in pochi passi)
Tutto qua, server completo di Apache, DNS, Postix etc..etc.. pronto ad essere (ovviamente e per forza!!!!!!) customizzato.
La mia era solo un’installazione di test per “scaldare la macchina”, il cliente (il dipartimento di ingegneria di una Università) ci installerà una Debian Sarge, ma più o meno le difficoltà saranno poco superiori (a patto di usare il kernel 2.6!!Sennò vedranno solo un giga! vedi qua)
Che dire, IBM ama Linux!!
Volete fare un centralino Asterisk ma senza tutti i fronzoli di Trixbox? Volete un centralino puramente IP, senza supporti per schede hardware o semplicemente per farlo girare su una virtual machine?
Allora installate una Debian!
Non entrerò nei meriti dell’installazione di GNU/Linux anche perchè ci sono ottime guide per questo, mentre per avere il nostro centralino puramente IP potete scaricare il sorgente dal sito www.asterisk.org.
Poi è necessario installare tre pacchetti .deb, ovvero libncurses5-dev, zlib1g-dev e libssl-dev con il solito comando apt-get install NOME PACCHETTO.
Il pacchetto può essere scompattato in /usr/src e compilato in 3 semplicissime mosse
make
make install
make samples (per le indispensabili configurazioni di base)
Se tutto si svolgerà senza errori, basterà eseguire il comando asterisk -vv (2 gradi di verbosità) per ottenere una schermata simile
== Registered custom function CALLERID
[func_enum.so] => (ENUM Related Functions)
== Registered custom function ENUMLOOKUP
== Registered custom function TXTCIDNAME
[func_uri.so] => (URI encode/decode functions)
== Registered custom function URIDECODE
== Registered custom function URIENCODE
[format_mp3.so] => (MP3 format [Any rate but 8000hz mono optimal])
== Registered file format mp3, extension(s) mp3
[app_saycountpl.so] => (Say polish counting words)
== Registered application ‘SayCountPL’
Asterisk Ready.(Ultime righe)
A questo punto CTRL+Z e poi bg (che sposterà l’esecuzione in background).
Semplice no?
Adesso potete configurarlo!!
(magari farò un breve tutorial in futuro proprio sulla configurazione base).
Ho “scoperto” una cosa che potrebbe essere utile a chi, come me, usa GNU/Linux Debian 3.1 (Sarge) per la prima volta!
Un mio cliente, una università, mi ha chiesto di prepare un server web con il supporto Tomcat, MySQL ed altre cosucce..
Richiesta esplicita dal dipartimento di ingegneria…vogliono Debian!
Fino ad ora non l’avevo mai usata, sono stato utente di quasi tutte le distro linux, ma Debian quasi mai..solo una breve esperienza domestica con la vecchia Whoody.
In ogni caso questa macchina, un server rack, ha 2GB di memoria, io installo tutto e quando linux si avvia, appena caricato lo initrd…bang! CRC error!
Ehm…reinstallo in maniera speculare…di nuovo!
Allora invece dei 2GB ne metto 512MB, pensando che fossero difettosi (strano…) ed tutto è ok…
Documentandomi un pò ho aggiornato il bios della scheda madre, rimesso i due banchi da 1GB e tutto è partito correttamente..
Ma con il comando “top” Linux mi avverte che vede solo 1GB!!!
Per farla breve, ho scoperto che il kernel di default della Debian Sarge, il 2.4.27, è compilato senza il supporto highmem, quindi il sistema non vede più di 1GB di ram.
Allora come risolvere? Bene, così:
Scaricare l’ultimo kernel da www.kernel.org
poi con apt-get installare i pacchetti kernel-package libncurses5-dev fakeroot wget bzip2
Poi è necessario configurare il kernel, per fare ciò è bene procurarsi una configurazione di base sicuramente funzionante, che può essere trovata o nella cartella /boot, qualcosa dal nome config-2.6.x oppure potete usare questo file
http://www.falkotimme.com/howtos/debian_kernel2.6_compile/config-2.6.8.1
Io poi ho tolto tutti i supporti a usb, audio, video, pcmcia ed altro…tanto è un server!
A questo punto compiliamo
make-kpkg clean
fakeroot make-kpkg –initrd –revision=custom.1.0 kernel_image
e dopo un pò di tempo, nella cartella /usr/src troveremo il pacchetto .deb che andremo ad installare
dpkg -i kernel-image-2.6.x_custom.1.0_i386.deb
In questo modo sarà installata l’immagine del kernel, i moduli, aggiornato il boot loader, installato il ramdisk, e tutto il necessario..
Al reboot…tadan!! 2GB di memoria disponibili!
Il mio primo incontro con Linux è stato nel 1998, all’Hack Meeting di Firenze, tenutosi al CPA di Firenze Sud.
C’erano un sacco di pc ammassati, su cassette di legno, in terra, con dei tostapane collegati(!) ed altre amenità, ma c’era una cosa che non capivo…
Vedevo scorrere sul video una massa di scritte su fondo nero, non avendo la minima idee di cosa fosse, sicuramente non era il DOS!
Soltanto dopo qualche giorno avrei scoperto che si trattava del kernel in compilazione!
Da allora sino alla prima metà del 2002 credo di aver installato qualsiasi distribuzione (una distro, o distribuzione è la “marca” di un sistema Linux) presente sulla piazza.
Da quando ho cominciato a lavorare però, mi sono affezionato alla SuSE, una distro tedesca, nata esclusivamente per scopi commerciali, che almeno inizialmente si proponeva come copia europea della Red Hat.
Da allora è maturata in modo notevole, ed oggi, grazie anche all’investimento che ha fatto su di lei Novell, è da considerare un prodotto scalabile e sicuro, dal desktop al server hi-end con scopi mission critical.
Ultimamente però, soprattutto dopo aver cambiato sede di lavoro con un incremento massiccio nell’uso di Linux, la mia attenzione si è spostata verso un clone free di Red Hat Enterprise, ovvero CentOS.
Questa distribuzione permette una compatibilità del quasi 100% con i binari RHEL ed ha un notevole seguito di utilizzatori e prodotti basati su di essa, ad esempio Trixbox (ex Asterisk@Home), un completo sistema IP-PBX (tornerò su quest’argomento nel weblog!)
Non ho mai avuto a che fare più di tanto con Debian, magari rimedierò in futuro, però mi piace molto una sua variante che ha avuto un successo planetario…Ubuntu!
Ma la distro a cui sono più affezionato, anche perchè è veramente pionieristica, ed oltretutto mantenuta da un solo uomo, Patrik Volkerding, è la Slackware.
Le prime versioni erano impossibili da installare per un novizio, ma per gli smanettoni come noi(!) era il paradiso!

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